Oltre il 96% delle aziende del nostro territorio sono artigianali ovvero con meno di 15 dipendenti e molte di piccole e piccolissime dimensioni soprattutto nel settore commercio e turistico.
Sono aziende già provate da una crisi più che decennale che ne ha decretato ulteriormente il ridimensionamento e che, il crollo dei consumi di questi giorni dovuto al coronavirus, ne stravolgerà ancor più le economie rendendole morose.
Sarà difficoltoso onorare i pagamenti di tasse e tributi vari con effetti che si estenderanno a scapito di fornitori e dipendenti.
È quindi indispensabile ed urgente aiutare le aziende attraverso la riduzione di almeno il 50% dei tributi locali e compatibilmente con i bilanci comunali.
Non solo, se non saranno fatti tutti gli sforzi necessari anche a livello nazionale e se non saranno adeguatamente sostenuti da un insieme di misure atte ad alleviare i disagi in essere l’economia sarà duramente compromessa, per cui servono misure straordinarie urgenti anche per neutralizzare gli effetti dei mancati pagamenti che potrebbero determinare azioni pesanti tra cui “chiusure aziendali e protesti”.
Siamo in una situazione delicatissima ed in espansione che, purtroppo, non si esaurirà nel breve tempo la qual cosa aumenta a dismisura le preoccupazioni per i datori di lavoro e per i lavoratori.
Le direttive emanate, giustamente, per contenere al massimo il diffondersi del contagio hanno indotto le autorità a chiudere alcune attività e a ridurne gli orari d’apertura di tantissime altre, riducendo di fatto i guadagni delle aziende ed i salari per i lavoratori in virtù della riduzione dell’orario di lavoro mentre altri saranno messi in cassa integrazione.
Occorre sottolineare che siamo già in un contesto territoriale con una disoccupazione pesantissima, e se a ciò si aggiungeranno altri licenziamenti la situazione assumerà contorni drammatici.
Non è una prospettiva utopistica stante il dato che sono pervenute numerose disdette per la prossima stagione turistica per cui, seppur facendo gli scongiuri del caso, un tracollo in tal senso deve preoccupare tutti e deve interessare in primo luogo la classe politica a tutti i livelli, amministrazione e opposizione, ciascuno per le proprie competenze.
Lasciamo da parte le contrapposizioni e le beghe di piccola entità e concentriamoci “tutti” su come incidere fattivamente sugli aiuti necessari per aiutare l’economia cittadina.
Vincenzo Posa (segretario provinciale Uil)
