La città si svuota progressivamente, ma non sempre è così. Infatti il sindaco, Amedeo Bottaro, continua a raccomandare ai cittadini di restare a casa e, qualora escano solo per necessità, a non assembrarsi in determinati luoghi: fra questi, alcune tabaccherie.
Come è noto l'ultimo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri ha confermato la possibilità di apertura dei tabaccai, purché sia garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. «In questi esercizi, però – rileva il primo cittadino -, vengono offerte tipologie di gioco che prevedono puntate accompagnate dalla visione dell’evento anche in forma virtuale e che, per il loro svolgimento, richiedono la permanenza dei clienti all’interno dei locali o all’esterno, nelle immediate vicinanze. Mi è stato segnalato a più riprese e questa cosa non è più tollerabile».
Così da ieri mattina, recependo una circolare dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, «la Polizia Locale è in giro – fa sapere Bottaro - per verificare che nei tabaccai, oltre al blocco delle slot machine, siano disattivati monitor e televisori per impedire la permanenza degli avventori per motivi di gioco».
Altrettanti controlli sono in animo per quanto riguarda il fenomeno del pescato venduto al porto. Anche ieri mattina presto, al ritorno dei pescherecci dalla battuta di pesca notturna, tanti cittadini erano sulla banchina del porto per comprare il pesce appena sbarcato, anche in questo caso con assembramenti di persone in distonia rispetto alle norme imposte.
Anche il rispetto dell'ordinanza di non esporre frutta all'esterno delle attività vacilla. Ieri, infatti, un cittadino ha potuto documentare la presenza di un autocarro carico di merce davanti ad un esercizio di frutta e verdura nella periferia nord di Trani.
Lo stesso cittadino afferma di avere chiamato la Polizia locale e che la pattuglia che si è recata sul posto gli ha spiegato che tale operazione sarebbe consentita in quanto l'autocarro viene definito «bancone di scarico».
«Ho forti dubbi su questo - fa sapere il cittadino - e li ho rappresentati agli agenti intervenuti. Da quello che ho potuto notare i dipendenti dell'attività facevano la spola tra il locale e l'autocarro prelevandone merce che poi consegnavano alla clientela. Dunque, più che un bancone di scarico, a me è sembrato un bancone esterno di vendita. Non ritengo di fermarmi qui».
