Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha illustrato i dettagli del nuovo decreto legge che riordina la disciplina dei provvedimenti finora adottati in questa fase emergenziale.
«Si era partiti da un proprio decreto legge - ha spiegato il premier -, seguito da Decreti del presidente del consiglio dei ministri che ci aveva consentito di intervenire con elasticità in funzione della diffusione del contagio. Adesso regolarizziamo tutto, a cominciare dal rapporto fra Governo e Parlamento, così che anche le camere siano sempre edotte in tempo reale sulle misure adottate».
Fra le nuove misure, la sanzione da 400 a 3000 euro per i cittadini che si muovano senza un motivo formalmente giustificato (con incremento del 30 per cento per chi sia alla guida di un autoveicolo), «ma è anche vero che i cittadini che si stanno comportando in maniera virtuosa sono sempre più numerosi, e più si rispettano le regole, prima usciamo da questa emergenza».
Conte ha poi chiarito il problema dell'eventuale proroga delle restrizioni fino al 31 luglio, di cui si era parlato nelle ultime ore: «Infatti, a fine gennaio avevamo dichiarato lo stato di emergenza nazionale per uno spazio potenziale, astratto, di sei mesi, fino al 31 luglio. Ma questo non significa che così sarà, anzi ci auguriamo di allentare al più presto questa morsa, tornando ad un migliore stile di vita».
Quanto al rapporto con le Regioni, Conte ha auspicato una linea d'azione comune, «ma lasciamo ai governatori uno spazio di autonomia per assumere decisioni di carattere sanitario in proporzione all'andamento epidemiologico nei loro territori».
Per quanto riguarda i ventilati scioperi, «è una fase che il Paese non aveva mai vissuto - ricorda il capo del Governo - e, in ogni caso, fare una netta distinzione fra quali siano le attività necessarie e quali no non è semplice. Posso solo garantire che non ci saranno restrizioni su alimentari e carburante, né precettazioni, ed ovviamente confido nel buon senso dei sindacati».
