«Avremmo desiderato che questo periodo di quarantena, di isolamento "imposto" avesse riguardato tutti, davvero tutti, compresi i malintenzionati. Avremmo desiderato che questo momento di riflessione "forzata" su chi siamo e cosa vogliamo avesse portato anche loro a comprendere quanto gravi possano diventare le conseguenze di un'azione tanto scellerata, quanto disperata, fino a farli desistere. Ma purtroppo non è andata così».
Così Mariella Lavarra, presidente della sezione di Trani della Lega nazionale per la difesa del cane, gestore del canile rifugio «San Francesco», convenzionato con il Comune di Trani, situato lungo la Strada provinciale 189.
L'altra notte qualcuno ha tentato un furto con scasso nella struttura, ma apparentemente l'intenzione era proprio portare via il grosso cancello di ferro all'ingresso: «Il tentativo non è andato a buon fine - fa sapere Lavarra -, ma il cancello è rimasto spalancato e fortemente danneggiato - e alcuni dei cani che vivono liberi nel branco sono scappati, terrorizzati, increduli per i rumori e le presenze estranee. Li abbiamo recuperati, con non poche difficoltà, tra le campagne, in prossimità di strade pericolose e della ferrovia, disorientati, mentre tentavano di tornare essi stessi a "casa"».
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Trani. È probabile che il tentato furto riguardasse davvero il cancello, poiché nella zona alcune aziende hanno subito analoghe effrazioni nelle ultime settimane. Tale circostanza lascerebbe ipotizzare che ci sia una banda dedita al furto di ferro, per rivenderlo sul mercato nero.
