Durante la seconda guerra mondiale i genitori di tanti di noi erano bambini e hanno attraversato quegli anni terribili acquisendo personalità, autorevolezza, forza e capacità educative che ci hanno trasmesso, e che noi facciamo sempre più fatica a trasmettere ai nostri figli perché sempre più lontani da quella tragedia che fu l'evento bellico.
Oggi i nostri figli sono chiamati ad una prova diversa, ma non meno dura: restare in casa per difendersi da un nemico invisibile che uccide senza armi, ma non meno inesorabilmente.
L'isolamento domiciliare per tanti dura ormai da un mese e, certamente, restare chiusi fra quattro mura non è semplice. E non lo è soprattutto, per i nostri piccoli, in particolare se minorenni e psicologicamente fragili.
Ciononostante, è proprio da rinunce e sacrifici come questi che possiamo confidare in cittadini del domani altrettanto ricchi della personalità, autorevolezza, forza e capacità educative appartenute ai nostri genitori.
Per quanto il virus oggi ci stia facendo davvero male, paradossalmente sta costruendo una società del domani migliore.
Ed è per questo che l'ultima complicata e, per certi versi, ambigua circolare permissiva del Ministero dell'Interno, che autorizza la passeggiatina di un genitore con i figli minori, rischia di minare dalle fondamenta questa progressiva certezza di un futuro migliore.
Lo fa dal punto di vista squisitamente strutturale, perché il rischio di contatti e contagi è innegabile e perché poi sarà davvero difficile impedire che un bambino non chieda la mano del genitore per camminarci insieme, mentre invece bisogna comunque mantenere la distanza interpersonale.
E lo fa, soprattutto, in prospettiva futura: il bambino, che si stava abituando e formando con valori fondati anche su rinunce e sacrifici, capirà che fino ad oggi abbiamo scherzato e riprenderà, probabilmente, a pretendere tutto. E, ovviamente, ottenerlo.
Nico Aurora
