«Il virus si combatte anche programmando il futuro. Nell'emergenza non abbiamo perso di vista i nostri obiettivi, ed infatti si continua a lavorare nei tre cantieri che, in primavera, si trasformeranno in aree parco. L'intervento restituirà ai tranesi 10mila metri quadrati di terreni abbandonati».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, mostrando orgogliosamente nei giorni scorsi lo stato di avanzamento dei lavori del Parco dei cinque sensi, in via Grecia, una delle tre aree pubbliche previste nel contratto di quartiere Sant'Angelo approvato all'inizio degli anni 2000.
Quei tre parchi, però, stanno prendendo corpo soltanto grazie ad un recente finanziamento statale, di complessivi 6 milioni, del tutto avulso dagli impegni a suo tempo siglati fra comune e costruttori convenzionati del contratto di quartiere, dal cui pagamento degli oneri i parchi si sarebbero già dovuti realizzare.
I cantieri sono aperti anche in via delle Tufare e via Andria, angolo via Giachetti, ma quello di via Grecia spicca fra tutti e diventa un caso.
Infatti, paradossalmente, mentre i lavori del parco procedono spediti e, a breve, l'area sarà consegnata alla collettività, proprio in adiacenza allo stesso persistono i problemi della palazzina con i 23 alloggi consegnati ad altrettanti assegnatari lo scorso 8 agosto.
Anche quello stabile era compreso nello stesso progetto del contratto di quartiere Sant'Angelo e fu realizzato con quelle risorse dopo innumerevoli stop e riprese dei lavori, non senza problemi.
Ciononostante, lo scorso 8 agosto la giornata apparve di gran festa perché finalmente 23 famiglie, legittimamente assegnatarie di un alloggio in fitto a prezzi concorrenziali, in quanto utenze differenziate, poterono finalmente mettere piede in quegli appartamenti.
Sin da quel giorno, però, apparve evidente che l'opera necessitava di numerosi interventi per completarla, a cominciare da mancanza dell'ascensore, che ancora oggi non c'è.
Il sindaco ebbe modo di chiedere anticipatamente scusa a quei cittadini, spiegando loro che intanto era necessario entrare in quelle case per evitare occupazioni abusive e che, avendo l'impresa esecutrice ancora sul posto, sarebbe stato possibile ottenere anche interventi diretti su richiesta di chi avesse incontrato criticità.
Ma va da sé che, oltre l'assenza dell'ascensore, molte altre erano le lacune che, ancora oggi, non si sono sanate. Il sindacato degli inquilini Sunia, attraverso il responsabile cittadino, Luigi Magnifico, è tornato più volte sulla questione richiamando l'amministrazione comunale al pieno rispetto degli impegni presi.
Vi è stata pure l'approvazione di una variante di progetto, che ha impegnato l'impresa esecutrice a completare l'opera dando atto che, nel frattempo, il progetto a suo tempo ha provato necessitava di adeguamenti che, a loro volta, avrebbero determinato un innalzamento delle spese previste.
Oggi i cittadini che risiedono in quei 23 alloggi sorridono sì per il parco che prende forma sotto i loro occhi, ma con una punta di sarcasmo perché quell'area verde appare la classica macchina che mette la freccia e se ne va.
