L'arcivescovo di Trani, monsignor Leonardo D'Ascenzo, stamani si è raccolto in preghiera nella chiesa di Santa Teresa, davanti alla Madonna Addolorata.
Prima di entrare in chiesa, rilasciando alcune dichiarazioni a Radio Bombo, ha condiviso l'opinione che, alla luce dell'emergenza sanitaria in corso, questo tempo del triduo pasquale sia una penitenza effettiva verso quella luce che domani, nella veglia pasquale, si proclamerà nella liturgia dell'Exultet, che sia la strada verso la resurrezione di Gesù e la rinascita di tutti noi.
«Il triduo pasquale è un cammino - conferma il presule -, come lo è l'itinerario della vita per ciascuna persona. Per la Chiesa, per la nostra diocesi intera, è un cammino che vuole essere segnato da tappe che saranno momenti di preghiera. E noi lo viviamo, attraverso la persona del vescovo, con questo itinerario del Venerdì Santo, città per città, chiesa per chiesa, che vuole essere anche una condivisione di quelle forme di preghiera legate alla tradizione ed alla pietà popolare delle nostre città».
Invece questa sera la liturgia della passione, in cattedrale, sarà a fianco del Crocifisso di Colonna: perché questa scelta dell'affidamento della città e della diocesi a quel Crocifisso?
«Perché ci sono delle immagini alle quali la memoria popolare è legata per qualche evento particolare, ma è opportuno ribadire che il centro, questa sera, è Gesù Crocifisso. Quindi poi, più che l'una o l'altra immagine, non dobbiamo lasciarci distogliere da quello che è il cuore della liturgia. Noi questa sera vogliamo fare memoria e unirci alla Passione e morte di Gesù, avviandoci progressivamente verso la gioia della Pasqua di Resurrezione».
Il messaggio finale che sente di rivolgere qual è? Quello di tutti è «andrà tutto bene»: il vescovo cosa può dire di più?
«Mi sento di dire anche io che andrà tutto bene, sottolineando l'aspetto per cui queste parole ci fanno andare indietro nella storia: infatti sono state attribuite ad una mistica, Giuliana di Norwich, che ha vissuto fra il 1300 e 1400. Quella donna scrive che, in una sua esperienza mistica, Gesù le comunicò proprio questa frase, naturalmente riferita alla sua situazione di vita. Ma non può che essere così anche oggi, con la presenza e l'accompagnamento di Gesù vivo, che ha vinto la morte ed è risorto: andrà tutto bene».
