Come riferito in altro articolo, lo studio progettuale denominato «Orizzonte», adottato dalla giunta comunale, ha avuto per oggetto un piano di lottizzazione su un suolo situato in un quartiere della città denominato “Marechiaro”, tra via Malcangi e lungomare Cristoforo Colombo.
L’area è stata destinata dal Piano urbanistico vigente a Zona residenziale di completamento speciale ad alta densità abitativa. Il suolo, di forma trapezoidale, confina a nord con il lungomare Cristoforo Colombo e a sud con via Malcangi. Ad est e ad ovest, invece, confina con altre proprietà.
LO STATO DEI LUOGHI
«Allo stato attuale - descrive il progettista, l'architetto Giuseppe D'Angelo -, sul lotto sorge un piccolo fabbricato ad un solo livello, prospiciente via Malcangi, che in tempi passati aveva la funzione di dèpendance a servizio di quello che era l’edificio principale. Detto edificio, demolito il 16 agosto 2011, era costituito da una prestigiosa villa unifamiliare (ex villa Dicorato, ndr)».
Secondo la ricostruzione del progettista, «al tempo della stesura del Pug la villa in questione era stata erroneamente inserita tra i “beni architettonici sottoposti a tutela”. In seguito, i proprietari facevano formalmente ricorso al Tar poiché di fatto la villa menzionata non possedeva le caratteristiche comuni ai beni sottoposti a tutela, vista la struttura portante in cemento armato e quindi la recente epoca di costruzione. Pertanto, a seguito di sentenza, gli stessi proprietari effettuavano la demolizione completa della villa. Pertanto, al momento, sul lotto oggetto di edificazione insistono la dèpendance, una piscina, le scuderie ed alcuni gazebo».
La vegetazione esistente è molto rigogliosa e collocata con particolare cura in funzione delle esigenze della precedente proprietà. Sono presenti molte alberature di alto fusto, comprendenti specie come il pino marittimo, il pino, il cipresso, il salice, l’abete, le querce, la robinia, l’ippocastano, la palma e la paulownia e altre specie come palma nana e cycas.
LO STUDIO DELL'AREA
«La prima fase di analisi dell’area - spiega D'Angelo - è stata svolta effettuando un rilievo celerimetrico dell’intero lotto e dello stretto contorno, comprendente anche il posizionamento della vegetazione e delle opere e percorsi ancora esistenti. La somma delle superfici catastali delle particelle facenti parte la maglia determina una superficie territoriale pari a 10.412 metri quadrati. Definita la superficie territoriale, applicando il relativo indice specificato nell’articolo delle Norme tecniche di attuazione corrispondente, si è potuto stabilire il volume realizzabile per l’area oggetto di progettazione».
La norma individua i parametri urbanistico-edilizi da rispettare nella progettazione del Pue, «ma anche altri criteri - dà atto il progettista - che coinvolgono lo studio dell’analisi delle risorse ambientali, paesaggistiche, rurali, insediative e infrastrutturali che circondano il sito, lo studio dei vincoli relativi agli strumenti di pianificazione comunale, la valutazione dei vincoli esistenti ambientali paesaggistici e culturali ai sensi di legge, fattori ambientali e climatici del sito, il rilievo degli aspetti insediativi, l’analisi della viabilità, delle reti tecnologiche, delle urbanizzazioni primarie e secondarie esistenti, lo studio della qualità della luce, del clima acustico, della ventilazione disponibile, del confort termico e della qualità dell’aria».
Ebbene, «il fattore predominante che caratterizza la zona è il panorama. Il lotto è rivolto al mare e risulta essere ottimamente orientato. Di conseguenza non si evidenzino problematiche relative alla poca luce, alla qualità dell’aria o alla ventilazione».
Peraltro, a seguito di quanto prescritto dal Comune, «si è concordato di posizionare gli edifici in area baricentrica del lotto e distribuire le aree per le urbanizzazioni secondarie in parte sul fronte prospiciente via Malcangi, in parte su quello prospiciente il lungomare Cristoforo Colombo. Le stesse saranno collegate lateralmente».
EDIFICI E SERVIZI
Individuata la porzione di terreno da cedersi e quella da edificarsi, lo studio ha fatto sì che si proponesse «di posizionare i due edifici, di forma assimilabile ad un rettangolo, in maniera perpendicolare al lungomare Cristoforo Colombo. Detti edifici saranno simmetrici e di pari dimensioni. La scelta progettuale contempla l’ipotesi di accesso carrabile ai fabbricati soltanto da via Malcangi, mentre l’accesso pedonale sarà consentito da entrambe le vie».
Particolare attenzione sarà posta nei riguardi della vegetazione esistente. «Detta vegetazione - precisa l'architetto D'Angelo - ove possibile sarà mantenuta nella posizione originaria oppure ricollocata in altra posizione nel lotto. Per quanto attiene le aree da cedersi per urbanizzazioni secondarie, si prevede la realizzazione di due aree a verde quasi completamente dedicate alla vegetazione, costituite da percorsi alternati a spazi di sosta. In queste vi saranno aree d’ombra realizzate con pergole, parcheggi sui fronti prospicienti le strade e la collocazione di rastrelliere e due fontane per l’acqua potabile».
Inoltre, le aree saranno comunicanti tra loro tramite una pista ciclabile e tracciati pedonali che consentiranno il collegamento tra le due vie. Infine si perseguirà il contenimento dell’impermeabilizzazione dei suoli, prevedendo la posa in opera di pavimentazioni drenanti o a giunto aperto e la riduzione dell’inquinamento luminoso attraverso l’uso di lampade a led.
Quanto agli edifici, «la progettazione sceglierà di orientare le proprie scelte verso un sistema di soluzioni finalizzate al risparmio di risorse naturali, migliorando la qualità abitativa - si legge nel progetto -. Pertanto si procederà alla realizzazione di edifici con caratteristiche di bioedilizia seguendo le regole, i metodi e gli strumenti di verifica contemplati nello strumento di riferimento che è il “Protocollo Itaca” e raggiungerà il livello 3 di prestazione della sostenibilità ambientale degli edifici. Tutti gli impianti saranno realizzati secondo le normative vigenti, saranno collocati sulle coperture pannelli solari e fotovoltaici per produrre energia e acqua calda sanitaria, opportunamente orientati e totalmente integrati nell’architettura di progetto. Gli edifici saranno dotati di impianti di raccolta delle acque meteoriche provenienti dalle coperture e delle parti pavimentate, le quali saranno convogliate in canali interrati e, dopo il passaggio in pozzetti di decantazione, defluite in vasche di raccolta interrate e riutilizzate per gli scarichi dei wc e/o per l’irrigazione della vegetazione. Inoltre è stato individuato apposito spazio, nell’area fondiaria di intervento, in cui collocare i contenitori per la raccolta dei rifiuti distinguendo la parte organica, la carta, la plastica, il vetro e la parte indifferenziata. Tutto quanto innanzi descritto permetterà di ottenere una riduzione dell’impatto ecologico del costruire, assieme ad un miglioramento della qualità dell’abitare».
