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Maturità 2020, manca poco più di un mese all'esame più importante. Ecco pensieri, emozioni e paure di alcuni maturandi di Trani

Il Coronavirus ha stravolto le vite di tutti, soprattutto degli studenti che quest’anno si accingono ad affrontare l’esame di maturità. Il 17 giugno 2020 dovranno sostenere soltanto l’orale su tutte le materie dinanzi a una commissione composta da sei commissari interni e dal presidente esterno. 

Tanti i problemi che i maturandi stanno affrontando in questi mesi di preparazione all’esame: «La maggiore difficoltà che ho riscontrato personalmente - ci spiega Giulia Cortellino della 5°B del Liceo Linguistico - è stata, oltre alla mole dei compiti assegnata, quella di affrontare l’ultimo anno del liceo lontana dai compagni di classe, dai professori e dalla scuola. Essere costantemente a casa non mi permette di concentrarmi in modo determinato sullo studio come ero abituata a fare prima, alternandolo ai momenti di svago».

Per Lucia Gentile, della 5°B dell’Alberghiero di Trani, la difficoltà è stata principalmente tecnica: «Nella didattica a distanza ho avuto difficoltà a connettermi con i professori tramite videochiamata perché, non avendo un computer, a volte riscontravo problemi con le app o con internet».

Inevitabilmente lo studio smart porterà nei ragazzi ricordi positivi e negativi: «Il ricordo più bello - spiega Giulia - sarà quello di aver sperimentato la didattica a distanza, mentre il più brutto sarà quello di non aver avuto modo di partecipare all’ultima assemblea di istituto con tutte le quinte e di non aver preso parte al tradizionale pranzo dei 100 giorni». Dello stesso pensiero anche Lucia Gentile: «Porterò con me il ricordo negativo di non aver potuto trascorrere gli ultimi momenti in classe con i miei compagni». 

«La situazione che oggi stiamo vivendo - spiega Mattia Tarantino della 5° A del Liceo Classico - ci ha colpiti come un fulmine a ciel sereno e nessuno avrebbe minimamente pensato che ciò, nel 2020, ci avrebbe prendere completamente alla sprovvista. La DAD, didattica a distanza, ha rappresentato un 'ottima alternativa alla didattica normale. Chiaramente non può sostituire il sistema scuola, basato proprio sull'interazione e sulla socialità, ma comunque rappresenta un ottimo mezzo per apprendere e continuare. Il mio giudizio è pienamente positivo. Mi sento pronto e credo di poter giungere alla maturità con tutte le carte in regola e pronto per sostenerlo».

Il Coronavirus ha cambiato anche l’approccio all’esame più importante nella vita degli studenti: «Personalmente - confessa Flavia Tritta della 5°B del Liceo Scienze Umane - non sento molto la pressione dell’esame perché rimanendo a casa non ho l’ansia e la pressione che avrei sentito in classe. Sono, però, preoccupata per l’esame in sé: sarà più semplice svolgere solo l’orale? E la valutazione come avverrà? Perché devo concludere cinque anni di sacrifici e studio in un solo colloquio orale dove non posso dimostrare a pieno quelle che sono le mie conoscenze? La commissione interna credo sia l’unica nota positiva in tutto questo, perché i nostri docenti ci conoscono e sanno il nostro percorso di studio».

Ma come sarà l’esame di Maturità? «Sicuramente sarà abbastanza differente rispetto agli anni precedenti – spiega Dania Corrado 5°C Liceo Scientifico –  nonostante il solo esame orale, non nego che sono un po’ preoccupata. Con il passare dei giorni ci siamo abituati alla didattica a distanza, quindi sono più che sicura che il giorno dell’esame saremo tutti in grado di affrontarlo perfettamente, anche perché abbiamo al nostro fianco professori che ce la stanno mettendo tutta». «L'aspetto che più mi preoccupa - spiega Mattia Tarantino - è quello legato alla modalità. Se in presenza o online, se gli argomenti svolti in DAD ci saranno o meno e quali. L'unico elemento che temo è quello del comportamento della commissione nei nostro confronti. È chiaro che non veniamo da un periodo semplice, siamo ragazzi di mondo a cui è piombato un mondo addosso e questo è un elemento da non sottovalutare. Spero ci sia empatia e comprensione da parte dei docenti che, prima di essere tali, sono anche persone e genitori e spero comprendano  e si soffermino anche su elementi personali e non su quelli prettamente didattici».


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