Il 3 giugno uscirà su tutte le piattaforme digitali l’ultimo lavoro discografico del musicista tranese, Davide Leone, in arte Junun. Si chiama “Niu Linguaggio”, un album dalle sonorità elettroniche con l’utilizzo di sintetizzatori, drum machine, pianoforte e chitarre, in un mix di anima melodica ed elettronica.
«Essere autori, compositori e infine produttori di se stessi è una delle cose più difficili da portare a termine quando si vuole lasciare ampio spazio all’immaginazione - dice racconta Davide Leone -, chiudersi in studio per me è stato il vero antivirus». Il tranese, classe ’82, da un anno gira l'Italia e l’Europa con i suoi pezzi ancor prima di racchiuderli in un album.
BIOGRAFIA
Davide Leone, in arte Junun, nasce a Trani il 3 Giugno 1982. La sua passione per la musica affiora già nei primi anni di vita in cui prende subito dimestichezza con i suoni, creandoli utilizzando qualsiasi oggetto gli capitasse tra le mani, un cucchiaio, un bicchiere.
Si avvicina alla musica inglese attraverso i Beatles, Pink Floyd e altri grandi del panorama internazionale. Per quanto riguarda la musica italiana, diventa fan di Adriano Celentano, sin dalla tenera età, riconoscendo in lui qualità musicali di notevole capacità e decisamente alternative già per quei tempi. Frequenta il conservatorio per due anni, ma decide di lasciare gli studi per dedicarsi completamente alla musica, in particolare al folk al quale si avvicina grazie e soprattutto alla passione per Bob Dylan, grazie al quale inizia a suonare anche l’armonica, e al blues di cui diventa subito amante.
Il fratello maggiore, già dj, lo educa alla conoscenza del vinile e alla scoperta della sua bellezza, così ancora un ragazzino, Junun diventa un turntublist e si diverte a mescolare la musica suonata in tempo reale con quella che girava sul disco. Con gli anni inizia a sentirsi parte di quella nuova corrente musicale Brith Pop, si appassiona ai pionieri di questo genere come Oasis, Coldplay, The Verve, tanto da seguirli nei concerti in giro per l’Italia.
Decide finalmente di formare un gruppo per provare ad esternare le sue qualità. Nascono così i The River, gruppo in un primo momento indie, e successivamente elettroindie,di cui è leader indiscusso, voce, chitarre, pianoforte, sintetizzatori e per i quali scrive musica e testi. Un artista completo, il suo stile è unico, maledetto e dolce al contempo, graffia le liriche e confonde le sue composizioni con sterzate audaci ed improvvise. Il suo sound gli corrisponde grondando come linfa dal suo carattere schivo, egocentrico ed allo stesso tempo ironico.
