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Sovraindebitamento post covid, l'Ordine dei commercialisti di Trani chiede la semplificazione delle procedure

«Dopo quella sanitaria, c’è un’emergenza altrettanto insidiosa sulla quale occorre tenere altissima l’attenzione: è quella dell’usura e dell’estorsione». Così il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Trani, Antonello Soldani, raccogliendo e rilanciando l’allarme sollevato nei giorni scorsi dal prefetto della Bat, Maurizio Valiante, ospitando il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, prefetto Annapaola Porzio.

«Prevenire il rischio di infiltrazioni della criminalità nell’economia legale, attraverso fenomeni usurari o estorsivi, è per noi un tema prioritario sin dal periodi di pieno lockdown, perché immaginavamo l’impatto che la pandemia avrebbe potuto avere sul tessuto economico locale», ribadisce Soldani, nella consapevolezza del fatto che la pesante crisi economica, generata dall’emergenza sanitaria in corso, stia creando situazioni di grande difficoltà per decine di migliaia di piccole aziende, lavoratori autonomi e famiglie, trasformandole in potenziali vittime dell'usura.

«Vi è la necessità di non abbassare la guardia – sottolinea Soldani – e mettere in campo tutte le risorse, procedure e strumenti più efficaci per aiutare chi è in difficoltà. Il nostro ordine punta a gestire le crisi da sovraindebitamento e indicare una via d’uscita a chi non riesca più ad onorare i propri debiti».

Secondo gli addetti ai lavori del settore, però, le procedure da sovraindebitamento andrebbero semplificate per provare a dimezzarne i tempi, nonché trovare soluzioni adatte per modificare rapidamente i piani già omologati e in esecuzione.

«I dati diffusi dall’Istat – ricorda Soldani – non lasciano dubbi in merito e sono particolarmente preoccupanti. Tra marzo e aprile hanno perso il lavoro quasi 400mila persone. Secondo la task force cui aderiscono Mef, Mise, Banca d’Italia, Abi, Medio credito centrale e Sace, le richieste pervenute al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa per la sospensione di prestiti e rate solo a fine maggio sono 69.000 (con importo medio di 89.000 euro). Ma sono in enorme difficoltà anche consumatori, professionisti e piccoli imprenditori - ricorda Soldani -. E l’aspetto più drammatico è che lo siano anche quelli ammessi in precedenza alla disciplina del sovraindebitamento, che a causa della pandemia si vedono costretti a rinegoziare i termini di adempimento dei piani già omologati o a dover tornare davanti al giudice per modificare i precedenti accordi siglati con i creditori». 

«È fondamentale, a questo punto – ribadisce il presidente dell'Odcec – la semplificazione immediata delle procedure per la ristrutturazione dei debiti per salvare famiglie, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi. I commercialisti italiani, in sede nazionale, hanno proposto una modifica dell’attuale disciplina per consentire ai sovraindebitati, fortemente incisi dalla pandemia, di apportare modifiche sostanziali, ben più rilevanti rispetto al mero slittamento delle scadenze iniziali, ai piani e agli accordi già omologati e in esecuzione in tempi rapidi. Si tratta di soluzioni che potrebbero potenzialmente produrre un dimezzamento o più consistenti riduzioni delle tempistiche previste nella legge per l’omologazione».

L'auspicio dell'Ordine di Trani è che «il legislatore possa accogliere le istanze di chi è sul campo quotidianamente a difesa dell’integrità del tessuto sociale ed economico del Paese, e faccia in modo che anche l’appello lanciato nella Prefettura Bat non finisca nel vuoto».

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