Richiuse per covid: da oggi non si balla più in discoteche e locali assimilati. E scatta l'obbligo della mascherina all'aperto dalle 18 alle 6
Stop alle deroghe delle Regioni: le discoteche dovranno chiudere. E sarà riconosciuto un sostegno economico alle attività costrette allo stop. È quanto deciso dal Governo dopo il confronto in videoconferenza, durato oltre due ore, tra i ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Stefano Patuanelli ed i presidenti delle Regioni.
La decisione di sospendere le attività di tutte le discoteche, sale da ballo e «locali assimilati», sarà effettiva da domani, 17 agosto, in tutta Italia.
«Diamo un segnale al Paese che bisogna tenere alta l'attenzione - ha detto Speranza - Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative. Serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo».
Per il ministro degli affari regionali, Francesco Boccia, «restiamo uno dei Paesi più sicuri al mondo per la sicurezza sanitaria; questa condizione non è casuale ma figlia dei sacrifici che abbiamo fatto e che vanno difesi. Ora è il momento di andare avanti ma limitando al massimo le attività che presuppongono contatti fisici e assembramenti incontrollabili»,
Come chiarito nel testo dell'ordinanza, non sono ammesse deroghe regionali alla normativa nazionale. Cosa finora che invece è accaduto, nonostante il Dpcm dello scorso 7 agosto non prevedesse la riapertura dei locali, anzi: «Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso».
Inoltre con la nuova ordinanza scatta una nuova stretta sull'uso delle mascherine che «dalle 18 alle 6», su tutto il territorio nazionale, diventano obbligatorie anche «all'aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti».
