Nel ricordare come i dati reali analizzati e tutti gli studi statistici indichino come la raccolta differenziata stradale non superi generalmente il 30%, la raccolta porta a porta, al contrario, garantisce mediamente un immediato balzo oltre il 60%, inoltre il porta a porta abbassa la produzione complessiva di rifiuti. (fonte: dati federambiente). Con la raccolta Porta a Porta è statisticamente dimostrato che la percentuale di raccolta differenziata aumenta sensibilmente, di conseguenza si riduce il carico del rifiuto indifferenziato.
Un parametro di confronto si ottiene comparando Trani (raccolta stradale) a Bisceglie (porta a porta) con riferimento ai dati 2019 (fonte: http://www.sit.puglia.it/portal/ambiente ) . Si tratta di due comuni assimilabili in quanto entrambi con una popolazione di circa 55.000 abitanti e entrambi accorpati nel medesimo ARO. Cerchiamo quindi di “Dare i numeri”:
Il costo di smaltimento di una tonnellata di rifiuti in discarica ammonta a circa 150€/tonnellata a cui va aggiunta l’ecotassa che decresce con l’aumentare della % di raccolta differenziata per Trani 20,69€/tonnellata mentre per Bisceglie 12,7€ (fonte: http://www.sit.puglia.it/portal/ambiente).
Dati alla mano il calcolo diviene semplice:
Trani ha speso per smaltimento in discarica nel 2019 circa 3.621.427,316 €, Bisceglie ha speso per smaltimento in discarica nel 2019 circa 1.684.265,519 €
I Tranesi hanno speso in più 1.937.162€/anno. Con i circa 2 milioni di euro che si risparmierebbero adottando lo stesso sistema delle città limitrofe, si potrebbero colmare i costi del nuovo servizio di raccolta ed ottenere un contestuale incremento di nuovi posti di lavoro, si tolgono i bidoni stradali migliorandosi il decoro urbano e si aumenterebbero i parcheggi e, se fossimo davvero bravi a differenziare a casa i rifiuti, si potrebbe ridurre anche la Tari, che comunque appare in calo nonostante tutti gli investimenti per l’avvio del nuovo servizio.
A fronte di tali semplici conteggi si pretendono altrettanti dati certi da parte di chi attiva un comitato o di chi si candida a governare una città auspicando che per contestare un seppur perfettibile sistema di raccolta porta a porta sicuramente si vogliano fornire elementi per avvallare e chiarire ciò che si sostiene a discapito del porta a porta.
A tal fine da parte dei “sostenitori del no al porta a porta” sarebbe opportuno, dati alla mano, portare esempi nella nostra penisola relativi a
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città in cui il porta a porta è stato SOSTITUITO con le isole ecologiche tecnologiche interrate mantenendo le stesse %RD.
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rendere pubblica una approssimativa quantificazione dei costi di installazione e manutenzione delle isole ecologiche interrate ed indicarne il numero necessario per una città come Trani.
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Individuare quanti cittadini (supposti sostenitori del “no porta a porta”) siamo pronti a sottoscrivere una dichiarazione in cui si rendano disponibili ad ospitare un’isola ecologica informatizzata davanti alla propria abitazione.
La risposta a tali quesiti si pone fondamentale per poi comprendere quale sia la via effettivamente da perseguire o come piuttosto migliorare il sistema che vede l’avvio in questi giorni.
#TraniSIportaAporta
Pierlugi Colangelo, Legambiente Trani
