Elezioni 2020, i cattolici in politica. Debora Ciliento: «Nostro dovere tendere una mano a chi ha bisogno di aiuto»
Troppo spesso si sente parlare del rapporto tra i cattolici e la politica e ancor più dei cattolici in politica. Una domanda che più volte mi viene rivolta è: “Cosa significa essere un cattolico impegnato in politica?”
Oggi mi riferiscono di catene su whatsapp che mettono in cattiva luce i cattolici che fanno parte del PD e a sua volta i cattolici che votano PD. Concetti atavici che di certo non sono al passo coi tempi. Come Repubblica Italiana abbiamo vissuto una stagione in cui il partito della DC riteneva di poter dar voce a coloro che si ispiravano ai valori del cristianesimo. Chiusa questa stagione è nata quella del bipolarismo (centro destra e centro sinistra), nessuna forza politica può arrogarsi il diritto di parlare a nome dei valori del cristianesimo, ma visto che qualcuno si affretta ad etichettare il centro sinistra ed in particolare il PD certamente non è un atteggiamento degno di un cattolico.
Non è degno per un cattolico usare un linguaggio violento e intollerante nei confronti dei più deboli, non è degno sventolare sui palchi i simboli che caratterizzano la nostra fede. Ma è dovere di un cattolico tendere una mano a chi ha bisogno di aiuto, rendere le nostre terre accoglienti capaci di dare Speranza.
La politica che ritrovo nel centro sinistra e nel PD è quella della tutela dei diritti delle persone, dell’accoglienza e della condivisione. Essere cattolici impegnati in politica è saper testimoniare il Vangelo nel vivere quotidiano, anche in un contesto che troppo spesso può sembrarci lontano. Non dimentichiamo l’invito che Papa Francesco ha fatto ai cattolici: non abbiate paura, entrate in Politica quella con la P maiuscola fatta di servizio e passione. Questo per me significa essere un cattolico impegnato in politica, perché come diceva Paolo VI “la politica è la forma più alta di Carità”.
Debora Ciliento, candidata al consiglio regionale
