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Rimozione amianto, anche quest'anno i cittadini di Trani snobbano i finanziamenti: sfruttati solo 16mila euro (su 42mila) per appena sette beneficiari

Anche quest'anno, e non è la prima volta che accade, i cittadini tranesi hanno usufruito per meno della metà dei fondi disponibili per la rimozione dell'amianto dalle loro proprietà.

È quanto si evince dalla recente determinazione dirigenziale con cui il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha disposto la liquidazione di 7 beneficiari, così come approvato lo scorso 9 aprile, per una somma complessiva di 16.710 euro.

Tale importo costituisce appena il 40 per cento dei 42.500 euro complessivamente disponibili, di cui 34.000 euro di contributo regionale concesso al Comune di Trani, a fronte di un cofinanziamento comunale di 8.500 euro.

Ancora una volta, dunque, complici anche alcune domande respinte, davvero pochi hanno colto una pur vantaggiosa agevolazione di legge che si articola attraverso il cosiddetto «Piano di protezione dell'ambiente attraverso contaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto».

La Regione Puglia, che con propria legge del 29 dicembre 2017 sostiene i comuni per le spese di decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'amianto, aveva assegnato sul suo bilancio una dotazione complessiva di 3 milioni di euro, assegnando al Comune di Trani il già citato contributo di 34.000 euro per le spese relative ad interventi per la rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto presenti in fabbricati ed immobili di proprietà privata.

Il 5 febbraio era stato predisposto l'apposito bando comunale, rivolto a tutti i proprietari di fabbricati e immobili con lo scopo di «promuovere la salvaguardia dell'ambiente e garantire la tutela della salute pubblica, incentivando interventi di rimozione di manufatti contenenti amianto in matrice cementizia, o resinosa, presenti in fabbricati e immobili di proprietà privata, compresi i costi per il trasporto e conferimento in impianti autorizzati».

Vi avevano partecipato 11 soggetti privati, di cui 10 in qualità di proprietari di immobili ricadenti nel territorio comunale. Al termine dell'istruttoria 7 domande erano risultate complete ed ammesse al contributo, 3 incomplete con documentazione da integrare, una non ammissibile poiché si trattava di rifiuti contenenti amianto abbandonati in un fondo in contrada Paludi.

Da qui la definizione dei sette beneficiari, che hanno potuto godere di un contributo che è oscillato fra 880 e 8000 euro.

Ai fini del riconoscimento del contributo sono state ritenute ammissibili le seguenti voci: spese connesse alle attività di rimozione, trasporto e conferimento in impianti autorizzati; spese per consulenze, progettazione e sviluppo degli interventi nella misura massima del 10 per cento.

L'importo dei contributi a fondo perduto che il Comune di Trani ha erogato ai soggetti beneficiari è così fissato: 1.500 euro, per superfici da 0 a 50 metri quadrati; 2.500 euro, per superfici da 51 a 100 metri quadrati; 5.000 euro, per superfici da 101 a 200 metri quadrati; 8.000 euro, per superfici oltre i 200 metri quadrati.


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