Tac, Pet, mammografie, risonanze magnetiche, ecografie, acceleratori: un elenco di nomi che tutti più o meno conosciamo e definiscono apparecchiature, però, spesso obsolete e potenzialmente dannose per la nostra salute, le diagnosi e la cura dei tumori. Un delle strutture sanitarie problema vecchio di anni, ma ancora non risolto.
Infatti, dal censimento del Ministero della Salute del 2017, è risultato che sono circa il 30 per cento le macchine ancora in esercizio nella sanità con più di dieci anni di età e andrebbero sostituite perché vetuste.
Tale esigenza si rafforza oggi, ai tempi del covid-19, poiché macchinari vetusti e non aggiornati rischiano di inficiare il lavoro degli operatori sanitari e i risultati delle nostre diagnosi.
Di questo, e molto altro, si è parlato nella webinar, tenutasi nei giorni scorsi, dal titolo “Covid-19. In un parco tecnologico vetusto e obsolescente, soluzioni innovative per la gestione e il rinnovo”.
L'iniziativa, organizzata dall’associazione culturale onlus Giuseppe Dossetti e coordinata dal professor Vittorio Donato, ha visto l’intervento di qualificati relatori del mondo sanitario e scientifico, del presidente della Regione Molise, Donato Toma, e di parlamentari fra i quali la senatrice Bruna Piarulli, del Movimento 5 stelle.
Quest’ultima, nel suo intervento, ha sottolineato “la necessità di urgenti misure legislative per un processo di innovazione che superi l'attuale vetustà e obsolescenza delle apparecchiature, a garanzia della salute dei cittadini”.
La senatrice Piarulli, in particolare, ha richiamato “gli intendimenti del governo, che punta sull’industria 4.0. Infatti – ha riferito - sia il Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, sia il Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, hanno già dichiarato la ferma volontà dell’esecutivo di investire nella innovazione robotica anche nel campo della medicina, prevedendo fondi e misure per chi investa in innovazione, beni strumentali e competenze”.
Più nel dettaglio Piarulli sta seguendo i lavori presso l’ospedale Umberto I, di Corato, per creare un percorso dedicato alle donne per lo screening mammografico, con la previsione di un mammografo all’avanguardia, oltre la necessità di sostituire tutto l’apparato radiologico.
