«Perché, invece di creare un nuovo ospedale covid, non proponiamo di utilizzare la stessa struttura come punto nascita per la Bat». Così Claudio Biancolillo, neo consigliere comunale di maggioranza della lista Con Emiliano, riprendendo a rilanciando, con una sua diversa lettura politica, la recente proposta dei consiglieri provinciali di centrodestra i quali hanno suggerito di trasformare l’ex ospedale di Trani, oggi Presidio territoriale di assistenza, in un covid hotel.
«La proposta è sicuramente interessante – commenta - , ma va tenuto conto del fatto che già le strutture ospedaliere di Bisceglie e Barletta sono state riorganizzate come presidi Covid e, in questi casi, la riorganizzazione della struttura ospedaliera prevede la sospensione dei servizi di ostetricia e ginecologia. Ed anche la città di Andria, purtroppo, presenta gravi criticità per quanto concerne i contagi da Covid-19. Nessuno, quindi, in questo particolare periodo, potrebbe nascere a Bisceglie e Barletta – sostiene il consigliere -, e molte neo-mamme sono costrette a recarsi in ospedali più distanti rispetto alla propria città per vivere il momento più bello della loro vita».
Ma quello della maternità è un percorso che richiede controlli e visite programmate in maniera sicura. Proprio qualche giorno fa, infatti, una neonata partorita nell'ospedale di Galatina è risultata positiva al coronavirus. Il test effettuato sulla mamma, invece, ha dato esito negativo. Con ogni probabilità, quindi, la neonata avrebbe contratto l'infezione nel reparto di ostetricia, dove sono risultate contagiate sette persone fra medici e infermieri.
«È assolutamente necessario, quindi, evitare ogni possibile disagio a tutte le donne in dolce attesa – riprende Biancolillo -, affinché vivano sia il periodo che precede il parto, sia il momento del parto stesso in assoluta tranquillità, con la migliore assistenza possibile, presso un punto nascita dedicato e sicuro. Ed allora – cpnclude Biancolillo -, per come è strutturata la nostra provincia, soprattutto grazie alla conformazione della rete stradale, la struttura ospedaliera tranese sarebbe facilmente raggiungibile, e soprattutto in tempi brevi, da tutti i comuni limitrofi che oggi, purtroppo, si trovano privi di un servizio di fondamentale importanza e che rappresenta, in questo periodo più che mai, una speranza per il futuro».
Il San Nicola Pellegrino ha avuto un fiorente e qualificato reparto di ostetricia e ginecologia fino al 9 luglio 2004, giorno in cui fu disattivato nell'ambito del piano di riordino ospedaliero della giunta regionale dell'epoca. Da quella data ha mantenuto un servizio di ginecologia di carattere ambulatoriale territoriale mentre la politica locale vi ha invocato, invano, l'attivazione di una casa del parto.
E fu sempre da quel 9 luglio 2004 che cominciò la lenta, ma costante parabola discendente dell'ospedale di Trani, divenuto prima plesso dipendente da quello di Bisceglie e poi, dal 2016, presidio territoriale di assistenza comunque di notevole successo grazie alle qualificatissime prestazioni territoriali che vi si eseguono su scala provinciale.
