Dopo la presentazione del nuovo libro di Massimo D'Alema, continuano gli appuntamenti online organizzati dall'Auser Trani. Ieri, in media partnership con il Giornale di Trani, è stata ospite sulla pagina dell'associazione, Veronica Gentili, l'esperta a livello nazionale e non solo di Facebook Marketing.
Insieme a lei, i relatori si sono soffermati sul ruolo dei social network per associazioni e terzo settore: «I social non devono solo dare visibilità all'ente - ha detto Veronica Gentili - ma servono ad esempio per costruire una community per raggiungere più persone o acquisire nuovi associati. Ad esempio, Facebook e Instagram permettono di organizzare una raccolta fondi».
Per le aziende l'utilizzo di un social rispetto ad un altro è strettamente legato agli obiettivi e al target di riferimento. E lo stesso concetto deve essere utilizzato nell'ambito associazionistico: «Usare Facebook rispetto a Instagram è legato sia agli obiettivi, sia al target. Se il mio utente tipo - spiega Gentili - è un giovane tra i 13 e 18 anni devo utilizzare Instagram o Tik Tok, altrimenti se ha tra i 25 e oltre 65 anni Facebook è il miglior investimento. Alcune realtà stanno lavorando nel campo dei social, ad esempio il Wwf o l'Unicef fanno tante iniziative perché ne hanno capito l’importanza. Altre, invece, li vedono ancora come un gioco».
Per colmare il gap serve tanta formazione: «Le strategie che una realtà associativa può mettere in campo sono: o pagare un’agenzia per gestire l’account oppure formare una persona interna. In alcuni casi c'è anche la possibilità di fare una gestione ibrida dove si esternalizza solo la gestione delle campagne».
Sono tanti i rischi in cui soprattutto gli anziani possono incorrere: «Bisogna capire che quello che scriviamo sui social ha risvolti nella vita sociale. Abbiamo la responsabilità rispetto a quello che pubblichiamo e spesso gli anziani pubblicano post con notizie false, mentre il giovane sotto questo aspetto è più scaltro. Ecco perché i ragazzi, nativi digitali, possono essere una risorsa per spiegare gli strumenti ai più grandi».
Insieme a Vincenzo Topputo, responsabile di Auser cultura, è intervenuta anche la psicologa Luigia Tatiana Porcelli: «Le nuove tecnologie sono state utili sia per gli adulti sia per gli anziani nei contesti domiciliari e in quelli più ampi come le rsa. Purtroppo si può notare una scarsa alfabetizzazione digitale e quindi corsi come quelli organizzati dall'Auser Trani sono importanti affinché vengano acquisite nuove competenze».

