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I commenti di Feisbuk

"Sindaco non mi sembra giusto in questo periodo si potevano spendere meglio quei soldi!", o “Egr. avv. Bottaro, non cie rispetto!!....”, o ancora “dai tutti a vedere l’albero cosi facciamo ASSEMBLAMENTI si poteva evitare!”.

Feisbuk affascina sempre. Nonostante i giovani (che anche se non lo ammettiamo sono più avanti di noi in diverse cose) lo abbiano quasi del tutto abbandonato. In massa hanno fatto i bagagli e si sono diretti verso altri social, come Instagram, Telegram, Snapchat, Tik Tok, etc. Tik Tok è un po' un caso a parte. Nel lockdown in primavera è stato scoperto dagli adulti, che, annoiati dal rimanere a casa tutto il giorno, si sono divertiti a fare video e imitazioni che facevano fino a quel momento solo gli adolescenti. È come se ad una festa di un diciottenne, arriva lo zio simpaticone che si mette a fare il fenomeno pur di essere al centro dell'attenzione. Sappiate che i ragazzi ci vedono così.

Al contrario Feisbuk è totale, focalizziamoci sui commenti. Ormai quasi non leggiamo più quello che si scrive, è sempre tutto uguale. Commenti con rancore, lettere maiuscole (nel linguaggio parlato si traduce con una frase urlata) e punti esclamativi a go go. Il sindaco è presente nel 99% dei casi se c'è una polemica. Anche se un privato apre una gelateria e fa un comunicato per promuoverla, “Sindaco le sembra il momento di aprire una gelateria in inverno? Fa freddo, se lo mangiamo sentiamo più freddo, dobbiamo accendere i termosifoni e l’Amet ti manda le bollette già scadute! E le buche stradali? VERGOGNA!!! (maiuscolo, con tre punti esclamativi, che è come urlare con la voce di Bocelli). Non abbiamo un sindaco su Feisbuk, abbiamo un sultano: qualsiasi attività, anche di terzi, fa sempre capo a lui. Su grammatica e italiano corretto sorvoliamo.

La voglia di poter dire a tutti costi la propria supera da anni una critica coscienziosa delle proprie capacità. Si chiama effetto Dunning Kruger. Siamo sia colpevoli che legittimati quotidianamente dalle Angela da Mondello in scaletta poco prima di un politico da Barbara d’Urso. Se loro superano abbondantemente il limite della decenza, perché noi non dovremmo farlo con un piccolo semplice innocuo commento? Al contrario c'è chi poi scrive in maniera meravigliosa e ha scoperto questa cassa di risonanza dal nome Feisbuk agli albori del pensionamento. Quale maniera migliore per rimpinguare il proprio ego con una scarica di adrena-like giornaliera su qualsiasi argomento a portata di tastiera? Poco importa che siano sempre i like di quei 20 amici follower.

Provate invece a immaginarla quella persona, quella dei commenti: seduta dietro la tastiera, al pc fisso o al portatile di famiglia, in un angolo della casa, solitamente con una lampada sola accesa e luce soffusa, che fa molto Ethan Hunt in Mission Impossible mentre cerca i codici di sblocco di qualche testata nucleare che sta per esplodere. La nostra missione impossibile è trovare il commento perfetto, solitamente dal pc della camera dei ragazzi, la sera, prima o dopo cena, quando tutti sono altrove e non c'è la Dad, che ha trasformato case con due bambini e genitori in smartworking in una sede di call center a conduzione familiare.

Se invece siamo connessi da smartphone, abbiamo a disposizione il commento facile dalle prime ore del mattino, nel letto, con gli occhi semichiusi e la colazione che ci aspetta, ma con la prontezza di un falco siamo pronti a ritardarla di qualche minuto quando leggiamo determinate parole chiave:

  • Ospedale (la terza parola più usata dopo “papa’” e “mamma” da un tranese).
  • Assemblamenti (una volta per tutte: assemblare con la L ha un altro significato, siete giustificati solo se avete origini orientali).
  • Nota di un politico locale che comunica una cosa scontata pur di avere un comunicato pubblicato su testata locale.
  • Il tetto della Lampara.
  • No alla differenziata (sembra il titolo di un programma comico, ma purtroppo non lo è).
  • Anche se sono le otto del mattino, si spalancano gli occhi, le sinapsi hanno una scossa improvvisa, e dopo aver letto solo il titolo (mai leggere il testo di un articolo, si rischierebbe di evitare il commento perché il testo ci spiega che stiamo per scrivere una fesseria) siamo caldi per poter scrivere il nostro primo commento della giornata. “RIAPRITE L’OSPEDALE!!!”

    Maiuscolo, con tre punti esclamativi, e l’unico senza il sindaco di mezzo, perché quelli con cui gridare sarebbero troppi.


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