«Sia sempre il buon senso a dettare le scelte. Noi dobbiamo essere artigiani della composizione, componendo l'una e l'altra cosa e quindi gli aspetti esterni accanto a quelli profondi che sono la verità di questa festa».
Così l'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie e Nazareth, monsignor Leonardo D'Ascenzo, con riferimento al dibattito su quanto sia opportuno realizzare addobbi e luminarie nel periodo natalizio in questa fase di emergenza sanitaria, in considerazione della quale si invocano interventi assistenziali e di solidarietà piuttosto che sprechi di denaro pubblico per allestimenti apparentemente futili.
Alcune Amministrazioni comunali hanno già scelto di rinunciare a tutte le manifestazioni del Natale, mentre altre, come Trani, in linea con le parole del presule, cercheranno un compromesso per non privare la città dei segni della festa, pur destinando ingenti risorse in favore della spesa sociale.
«La festa del Natale ha bisogno anche di elementi di segni esteriori - ammette il vescovo -, ma va vissuta e contenuta entro certi limiti, altrimenti se ne perde il senso. Il tempo di Natale è il nostro andare incontro a Gesù attraverso le buone opere, quindi sì alle luminarie ma dando priorità alla concretezza: farci vicini a chi è più bisognoso, a chi è in difficoltà, a chi è più povero».
Con riferimento a Trani, in particolare, ci sono due occasioni che hanno sempre rappresentato un motivo di grande concorso di popolo e che sicuramente andranno riviste a cominciare dall'amministrazione comunale: omaggio floreale alla Madonna Immacolata del 7 dicembre, in piazza Libertà; deposizione del Bambino nel presepe artistico del 23 dicembre, sempre nella stessa piazza.
Ebbene, qui monsignor D'Ascenzo non richiama tanto il buon senso, quanto le norme vigenti: «Intanto dobbiamo attendere le nuove indicazioni di carattere nazionale, che saranno contenute nel nuovo Dpcm che ci darà le coordinate di riferimento per la sicurezza utili ad evitare il contagio. Dentro queste, poi, andremo a collocare e tutte le nostre scelte di carattere religioso, che saranno vissute nel rispetto di questa normativa. Allo stato attuale - ricorda e conclude il vescovo - è ancora in vigore la disposizione della Conferenza episcopale pugliese che ha chiesto una sospensione di tutte le manifestazioni religiose esterne, per cui la conclusione penso che sia, allo stato attuale, semplice da trarre».
