Io un comitato lo chiamerei cosi. Ci penso da un po’ di tempo, da quando ho letto di un comitato chiamato “No alla raccolta differenziata”, e mi sono chiesto come si potesse dire in maniera perentoria un no alla raccolta differenziata nel 2020. Mi sarei aspettato un comitato “Differenziamoci, ma pensiamo bene come farlo”, o “Tutti insieme allegramente a differenziare, ma con intelligenza”, ma non il termine NO. No è diniego, è divieto, è una imposizione, è un rifiuto, decidete voi dove introdurlo, dato che siamo in tema. Se pensiamo che la raccolta differenziata fu introdotta con normativa della Comunità Europea nel 1975, dovremmo fare come Bugo al festival di Sanremo, uscendo per la vergogna e chiedendoci come mai non abbiamo iniziato prima.
Invece c’è chi prende posizione e dice fermamente no alla differenziata. Inutile dire che è uno slogan dietro il quale ci saranno motivazioni condivisibili e non, ma non è questo il punto. Il punto è dire un no secco (secco nel senso di “detto con sicurezza”, non di secco non riciclabile, non facciamo confusione) ad una nuova abitudine che porta un beneficio enorme per la collettività: a questo punto possiamo anche aspettarci un comitato “no al lungomare”, “no al natale”, “no al bagno al mare a ferragosto”. “No” è perentorio, diretto, è un pugno forte sbattuto sul tavolo.
Il “mah” sarebbe stato più gentile, più accomodante, un po’ più da sud, sicuramente anche più cool, tipo “comitato del mah, mo vediamo, capiamo insieme e troviamo una soluzione, prendiamoci un caffè e ne discutiamo…”. Più colloquiale, più sincero. Senza dubbio in questo periodo ci saranno difficoltà per tante persone che non hanno spazi adeguati dove tenere i mastelli (alzasse la mano chi conosceva questo termine prima dell’avvento della raccolta, io pensavo si riferissero a Clemente, quel politico della tv), ci saranno difficoltà soprattutto per le persone più anziane, ma abbiamo visto che in un solo mese e senza tanto clamore siamo diventati già bravi, passando dal 24,9% di novembre 2019 al 78,5% di novembre 2020. Si, ci lamentiamo, ma poi le cose quando ci mettiamo le sappiamo fare.
E poi c’è quel piacere nella nuova abitudine di aver differenziato bene i rifiuti. O quel meccanismo psicologico che ti prende quando getti un rifiuto nel contenitore sbagliato: provate adesso a gettare una bottiglia di plastica nell’indifferenziata, vi sentirete come Buffon quando pensa alla Champions: non ci dormirete la notte.

