Parte la seconda fase dei lavori di messa in sicurezza di Palazzo Trombetta, in piazza Longobardi, che contiene diverse unità immobiliari di cui due di proprietà del Comune di Trani ed una dell'Azienda di servizi alla persona ed ex casa di riposo Vittorio Emanuele II.
Ebbene la scorsa estate lo stabile fu oggetto di un primo lotto lavori di messa in sicurezza urgente, per effetto dei quali Palazzo di città si fece carico della spesa, di poco meno di 95.000 euro, quale quota spettante all’Asp Vittorio Emanuele II per l'esecuzione dei lavori presso lo stabile sito al numero 6 di piazza Campo dei Longobardi. L’ente ha anche proceduto alla liquidazione in danno della somma impegnata.
Ebbene oggi, a seguito della comunicazione dell'amministratore del condominio, che ha comunicato il riparto dei lavori straordinari da eseguirsi su quell'immobile, l'intera quota spettante all’ex casa di riposo è stata quantificata in 170.000 euro.
Pertanto il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha impegnato la restante somma spettante all'Asp, pari a poco meno di 75.000, necessaria per la definitiva messa in sicurezza dell'immobile, “per poi successivamente attivare - si legge nel provvedimento - tutte le azioni legali per il recupero in danno delle somme elargite, eventualmente anche mediante acquisizione del bene di proprietà dell'ex casa di riposo al patrimonio comunale”.
Infatti, ad oggi, la Asp Vittorio Emanuele II è una scatola sostanzialmente vuota, retta da un commissario, che non esercita alcuna attività (la casa di riposo è chiusa dal 2014) e ha pochissime liquidità disponibili.
Al contrario, l'ente dispone di proprietà immobiliari proprio come quella di piazza Longobardi, che adesso il Comune avocherà a sé per recuperare le somme impegnate per l'esecuzione dei lavori in danno.
Lungo l'edificio passa Il Fondaco dei Longobardi, che collega la piazza con il porto. Lo stabile è disabitato, il fondaco chiuso e i pericoli di crollo, che già erano stati certificati cinque anni fa, adesso si sono accresciuti al punto da determinare l'avvio dei lavori.
Quando il 19 aprile 2015 ci fu la prima, provvisoria chiusura di strada e piazza, fu accertato lo «stato di collasso strutturale dell'immobile e conseguente pericolo di potenziale crollo, nonché pericolo per la pubblica incolumità».
L’edificio, già parzialmente messo in sicurezza con un robusto transennamento operato il 21 marzo 2014, l'anno successivo si mostrava ulteriormente compromesso, nonostante la presenza di ponteggi attraverso i quali un’impresa privata stava procedendo, sebbene a rilento, ai previsti interventi di ristrutturazione.
Il 1mo aprile 2015 il direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile, l’ingegner Domenico Paolo Serafino, pose l’Ufficio tecnico al corrente del pericolo incombente.
Lo stato fortemente critico dello stabile rende impraticabile, come detto, il sottostante passaggio pedonale dal porto alla piazza, e viceversa. E piazza Longobardi ne soffre fortemente perché il suo rilancio, dopo il restyling del 2011, sarebbe dipeso proprio dalla riapertura, mai avvenuta, di quel passaggio.
