«È una questione non di trasparenza, ma di fiducia, per quella linea sottile di confine fra la costituzione parte civile e l'incarico fiduciario».
Così l'ex sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, commentando sul suo profilo social la costituzione in giudizio del Comune di Trani contro tutti gli imputati del procedimento penale «Chiavi della città», legato a vicende relative alla gestione dello stadio comunale. Fra coloro per i quali la Procura della Repubblica di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio vi è anche il sindaco in carica, Amedeo Bottaro.
Come riferito ieri dalla Gazzetta, l'ente ha affidato all'avvocato Beppe Cioce, di Barletta, la difesa del Comune quale persona offesa, atto propedeutico alla costituzione parte civile di Palazzo di città nell'udienza preliminare già calendarizzata dal Gup, Ivan Barlafante, il prossimo 22 gennaio.
A conferire di fatto l'incarico attraverso il suo atto di indirizzo al dirigente dell'Area contenzioso, il vice sindaco Fabrizio Ferrante, ai sensi del Regolamento sulla avvocatura comunale, con una scelta che inevitabilmente assume un rilievo politico. Infatti, Ferrante è un assessore in carica ed è quindi un'espressione fiduciaria del sindaco contro il quale chiede che il Comune si costituisca.
Ed proprio questo il punto su cui batte Tarantini, che premette che «la costituzione di parte civile è, in sintesi, volta a ottenere dall'imputato il risarcimento dei danni prodotti dal reato. Il che significa che si pone in essere il dubbio che il reato sia stato effettivamente commesso».
Mai finora, però, il Comune di Trani si era costituito contro il sindaco in carica. Al contrario, come richiama proprio Tarantini, «può succedere che un'amministrazione diversa dalla propria ravvisi tale fattispecie, ed a me successe con l'amministrazione Riserbato la quale, in perfetta coerenza con una linea di opposizione alla mia amministrazione, proclamata già durante la campagna elettorale, adottò un tale provvedimento di giunta: mal gliene incolse, però, perché fui assolto e, quel che più conta, mal incolse al centrodestra di Trani, distrutto (spero non per sempre) da quelle posizioni».
Rimosso il sassolino dalla scarpa, Tarantini guarda all'attualità: «Se a costituirsi parte civile è l'amministrazione di cui sei a capo, il discorso cambia. E se un mio assessore avesse firmato un atto del genere, io lo avrei ovviamente interpretato come un palese atto di sfiducia. Non è un caso che, se la Asl si costituisse parte civile in un processo conto di me, manifesterebbe "in re ipsa" sfiducia verso l'operato di un suo dirigente medico. E infatti non lo fa».
A stretto giro di posta, sugli stessi canali, Ferrante ha replicato a Tarantini con poche, ma chiare parole: «Io non mi avventurerei mai in discorsi sulla cardiochirurgia ma, si sa, esistono l'egocentrismo e l'impellenza di dover per forza dire la propria su tutto».
Per il resto, gelo totale dopo la diffusione della notizia. La politica, quella ufficialmente attiva dentro e fuori la compagine amministrativa ed il consiglio comunale, per il momento resta prudentemente alla finestra.
