Il Reddito di dignità regionale e politiche per l'inclusione sociale attiva arriva in casa di 23 cittadini che, inizialmente, erano stati inseriti in graduatoria come ammessi non finanziabili. Lo ha determinato il dirigente dell'Ambito di zona, Alessandro Attolico, prendendo atto di 22 denunce ed una revoca con relativo svincolo di risorse già assegnate.
Gli ammessi complessivamente restano 140, ma in questo modo è stato possibile scorrere la graduatoria e ridefinirla con 140 ammessi, 264 ammessi non finanziabili per esaurimento fondi e 66 non ammessi
La prima istruttoria relativa all'ambito di Trani-Bisceglie si era conclusa all'esito delle domande presentate dal 29 giugno al 30 luglio scorsi. Pochi giorni prima era stato sottoscritto l'accordo di collaborazione fra Regione Puglia ed ambito, ai fini dell'attuazione della seconda edizione del Reddito di dignità 3.0.
All'ambito di Trani la Regione ha riconosciuto un finanziamento di 1.017.331 euro, utilizzabili per un numero massimo di 142 domande accoglibili. Ma il bando aveva previsto espressamente che l'istruttoria si concludesse su tutte le domande presentate dai cittadini e, in caso di presenza di requisiti per l'accesso, si sarebbe dovuto indicare che la richiesta fosse ammessa ma non finanziabile per esaurimento fondi.
Ciò significa che tali pratiche potranno essere prese in carico a condizione che si rendano disponibili ulteriori risorse rispetto a quelle precedentemente assegnate ovvero, come in questa circostanza, si liberino risorse fra quelle già assegnate a seguito di rinuncia, o revoca, di uno o più cittadini con esito istruttorio definitivo di ammissione.
