A distanza di 23 anni dal primo atto pubblico, un suolo ceduto al Comune di Trani ritorna al proprietario di partenza. Siamo in via Papa Giovanni XXIII e l'area è quella che, con una delibera del 26 maggio 1998, approvata dalla giunta comunale del sindaco Giancarlo Tamborrino, era stata oggetto di cessione gratuita di suolo in prospettiva della realizzazione di una serie di capannoni industriali.
Il proprietario di quelle particelle, Mauro Manzi, con atto notarile del dottor Carlo Cicolani del 6 agosto 1999 stipulò la cessione a titolo gratuito del suolo, così che il Comune vi avrebbe realizzato una viabilità di Piano regolatore generale all'epoca vigente.
Con il passare degli anni, però, le cose sono cambiate: gli eredi di Mauro Manzi, i figli Nicola e Francesco, non hanno più portato avanti quel progetto ed il Comune non ha più utilizzato l'area ceduta da quella famiglia.
Così, il 30 ottobre 2019, i fratelli Manzi avanzavano la richiesta di retrocessione del suolo di proprietà comunale «poiché - si legge nella proposta che il consiglio comunale dovrà approvare venerdì prossimo, 30 aprile, a partire dalle 10 - l'area è stata ceduta in previsione dello strumento urbanistico Prg per il quale era prevista la realizzazione di una strada. Al contrario, secondo il successivo e vigente strumento di pianificazione (l'odierno Piano urbanistico generale, ndr) non è prevista alcuna viabilità».
Il 9 giugno 2020 i Manzi hanno fatto richiesta di sollecito e definizione della pratica, dichiarando l'intenzione di presentare una variante della concessione edilizia approvata in loro favore l'8 giugno 2003, inglobando le particelle interessate dalla retrocessione trattandosi di zona produttiva.
La proposta prevede la retrocessione dell'area pubblica, da loro ceduta, per decadenza dei termini nei dieci anni di realizzazione di un'opera di pubblica utilità. Contestualmente i Manzi chiedono di presentare «una variante della concessione edilizia del 2003, inglobando le particelle interessate dalla retrocessione con previsione di entrata di oneri di urbanizzazione per l'amministrazione comunale».
Il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, nella proposta di provvedimento precisa che «la realizzazione degli immobili previsti nella concessione edilizia del 2003 non è mai avvenuta per effetto della decadenza della stessa a seguito di mancato inizio dei lavori nei termini previsti per legge. Peraltro, la retrocessione del suolo ai Manzi consentirebbe alla pubblica amministrazione di svincolare un'area che, altrimenti, costituirebbe la sussistenza di un "relitto" di proprietà comunale, con conseguente obbligo ed onere di manutenzione ordinaria da parte dell'ente».
Dalle mappe sembra di comprendere che la strada che il Comune avrebbe dovuto realizzare sul suolo ceduto da Manzi si sarebbe riallacciata a quelle già esistenti, sfruttando l'allora passaggio a livello ferroviario della strada vicinale Santo Spirito, successivamente murato come tutti gli altri da Rete ferroviaria italiana: a maggior ragione, pertanto, quella viabilità oggi sarebbe del tutto superflua.
Il consiglio comunale approva la retrocessione con 20 favorevoli, 6 assenti e 7 contrari.
