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Ma che «razzo» di weekend sarà? Frammenti del cinese Lunga marcia 5b potrebbero cadere anche in Puglia

È la seconda volta che accade in due anni. Il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B è in caduta incontrollata verso la Terra, com’era già accaduto nel 2020 al lanciatore dello stesso modello. E, secondo il Comitato Operativo della Protezione Civile, in Italia ci sono "porzioni" di diverse regioni del centro-sud che potrebbero essere interessate dalla caduta di frammenti: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Tuttavia il rischio che l'impatto con l'atmosfera possa avvenire sull'Italia è piccolo e solo nelle prossime ore sarà possibile calcolarlo con maggiore precisione. La Protezione civile invita comunque i cittadini ad adottare “responsabilmente comportamenti di auto protezione”, in primis evitando luoghi aperti.

Quando dovrebbe cadere il razzo

Le previsioni sono in continuo aggiornamento perché legate al comportamento del razzo e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all'attività solare: secondo i dati più aggiornati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America, il rientro è attualmente previsto alle 4:52 di domenica 9 maggio, con un margine di incertezza di 6 ore. Al momento l'Italia centro-meridionale fa ancora parte della vastissima zona sulla quale potrebbe avvenire il rientro e che comprende l'intera Africa, l'Asia meridionale, l'oceano Pacifico, l'Australia, parte del Nord America, l'America centrale e parte del Sud America. Nuovi calcoli attesi nelle prossime ore permetteranno di ridurre ulteriormente il margine di incertezza riguardo al tempo e al luogo del rientro.

Stare al chiuso e preferire i piani bassi degli edifici

“È poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti”, spiega la Protezione civile, che consiglia "di stare lontani dalle finestre e porte vetrate”. Sono inoltre “più sicuri i piani più bassi degli edifici” perché “i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone”. “All'interno degli edifici - continua la Protezione civile - i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti”.

Non toccare i frammenti

Secondo la Protezione civile “è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell'impatto”, e “alcuni di grandi dimensioni potrebbero resistere all'impatto. Si consiglia, in linea generale, a chiunque avvistasse un frammento di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti".


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