Cerchio quasi chiuso a meno di un anno dal grave episodio, da quel «quattordici contro uno» avvenuto con inaudita violenza e scandito da minacce di morte - «Ora ti uccidiamo» - nella piazza centrale di Bisceglie. Era il 2 giugno 2020 quando avvenne l'episodio in cui un 16enne tranese fu selvaggiamente picchiato per i soliti «futili motivi», nel giro di un mese tutti furono arrestati e adesso arrivano le prime sentenze a carico dei maggiorenni del gruppo.
Infatti il presidente della Sezione penale del Tribunale di Trani, Giulia Pavese, ha condannato Alessandro Di Pinto, 34 anni, e Mauro Ruggeri, 21 anni, entrambi di Bisceglie, rispettivamente alla pena di 3 anni e 8 mesi e 3 anni e 6 mesi di reclusione, riconoscendoli colpevoli di lesioni pluriaggravate in concorso, previa l'esclusione dell'aggravante.
I due imputati, processati con il rito ordinario, sono stati assolti dai reati di minaccia grave, per non aver commesso il fatto, e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, perché il fatto non sussiste. Ma sono stati anche interdetti dai pubblici uffici per cinque anni e condannati al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, fra cui il ragazzo stesso, difeso dall'avvocato Gennaro Savino. Entro 90 giorni il deposito della motivazione.
Parallelamente sono imputati nel rito abbreviato, davanti al Gup Lucia Anna Altamura, gli altri maggiorenni che parteciparono a quell'aggressione, anch'essi di Bisceglie: Nicola Bassi (21 anni); Federico Di Pilato (19); Michele Troilo (19); Brandon Goffredo (19); Samuele Medugno (19).
All'aggressione presero parte anche 7 minori, di cui uno non imputabile. La Corte d'appello di Bari, in riforma della sentenza resa dello scorso 17 dicembre, emanata dal Tribunale per i minorenni, ha generalmente ridotto le loro pene: C.G. (16 anni), 2 anni e 9 mesi; C.G. (17), 3 anni; M.A. (18 nel frattempo compiuti), 2 anni e 9 mesi; O.G. (18 nel frattempo compiuti), 2 anni e 9 mesi; A.F. (15), 1 anno e 8 mesi. Tutti godono della sospensione condizionale della pena.
Il sesto ed ultimo minore, A.C., biscegliese di 16 anni, è stato sottoposto alla misura della messa alla prova: si tratta di colui che era in possesso della noccoliera tirapugni che determinò le maggiori conseguenze fisiche in danno dell'aggredito, colpito ripetutamente anche quando era ormai per terra e stava perdendo i sensi.
