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Lotta all'omofobia, "Non una di meno": «Non basta la bandiera fuori al comune»

In questa settimana si sono moltiplicate le iniziative in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia per il 17 Maggio. A Trani la stessa amministrazione comunale che ha approvato il daspo l'anno scorso, ha esposto la bandiera rainbow (arcobaleno) in segno di vicinanza alle questioni LGBTIQ+. Anche nella nostra città quindi, abbiamo un chiaro esempio di rainbow washing e cioè di un'operazione che mira a nascondere le forti contraddizioni di una istituzione attraverso il sostegno mediatico alla comunità LGBTIQ+ .

La stessa azione che sostanzialmente sta portando avanti il Partito democratico con la legge Zan sia localmente sia in tutto il Paese. (Per LGBT*QIA+ intendiamo l'acronimo esteso per persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans o non binarie (*), Queer, Intersessuali, Asessuali; il + finale sta a indicare l’apertura verso qualsiasi altra autodefinizione in relazione alla propria identità di genere e/o orientamento sessuale). Come soggettività Transfemministe sappiamo benissimo l'importanza di un ordinamento giuridico e della stessa legge Zan capaci di tutelare tutte le diversità, ma questo non basta. Non basta nel momento in cui l'attenzione mediatica intorno alla legge prova a nascondere le azioni di repressione e di violenza attuate dal Pd contro donne, lesbiche, gay, queer e Transgender.

La magnifica occupata casa delle donne di Firenze è stata sgomberata con una violentissima repressione poliziesca diretta dal Pd e abbiamo assistito a moltissimi casi in altre città italiane a cui va la nostra solidarietà ed il nostro sostegno. La passerella del Sindaco Bottaro sul 17 Maggio ci sembra una ulteriore presa in giro dato che nulla è stato fatto per la comunità LGBTQI+ e l'arcigay che da sempre presta il fianco alle istituzioni, ha contribuito nei fatti all'arretramento della battaglia sui diritti civili perché non ha di fatto una prospettiva radicale di cambiamento: troppo spesso gli inciuci con le istituzioni non hanno un fine collettivo...

Infatti il comune di Trani continua a pubblicare sul suo sito comunicati stampa declinati grammaticalmente al solo genere maschile discriminando tutte le molteplici diversità dei generi. Nella comunicazione anche il sindaco Bottaro si esprime sempre al maschile. In città manca uno spazio pubblico aggregativo e di confronto di genere contro la violenza sessista e omofoba. Lo stesso si può dire per una campagna pubblicitaria in città che sensibilizzi sul tema del contrasto alla omo-transfobia e alla violenza di genere: mai vista! Esiste a Trani un sostegno economico comunale per le soggettività transgender in difficoltà economica in quanto persone vulnerabili? No! Non sono passati molti anni dai tragici episodi delle transgender Gianna nella città di Andria e di Tatiana a Trani. L'elenco delle cose che mancano sarebbe infinito ed è per questo che non ci basta la foto di repertorio del sindaco con arcigay e la bandiera appesa fuori al comune. Venerdì 21 Aprile ore 18.00 dalla spiaggia di Colonna scendiamo ancora una volta in strada in modalità critical mass per chiedere provvedimenti concreti nella città di Trani. La lotta all'omofobia, alla transfobia e alla violenza di genere non può essere strumentalizzata per una mera retorica dietro cui nascondere tutte le inefficienze di una amministrazione. Bisogna affrontare il problema delle discriminazioni con coraggio e consapevolezza, con misure idonee e con il coinvolgimento di tutta la cittadinanza LGBTIQ+.

L'aggressiva campagna di odio della destra e delle organizzazioni cattoliche contro le comunità omosessuali e transgender, producono sistematicamente discriminazione e diseguaglianze soprattutto a danno delle nuove generazioni. Il patriarcato è insito nella struttura delle nostre relazioni sociali e famigliari, e rispetto a questo è necessario un lavoro culturale all'altezza della sfida, affinché non si ripetano i già troppi errori fatti in passato.

Ketty Diana, "Non una di meno"


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