Nel prossimo bilancio di previsione il Comune di Trani accantonerà poco meno di 420.000 euro quale Fondo rischi del contenzioso. Questa somma sarà così ripartita nei tre anni dell'esercizio pluriennale: 100.000 euro nel 2021; 287.000 euro per il 2022; 32.000 euro per il 2023.
Le somme riguardano giudizi pendenti, a partire dal 2018, sui quali vi è una ragionevole probabilità di soccombenza. Le ha deliberate la giunta comunale, approvando una minuziosa tabella redatta dal dirigente dell'Area contenzioso, Angelo Lazzaro, e dal responsabile dell'avvocatura comunale, Michele Capurso.
Il Decreto legislativo numero 118 del 2011, denominato “Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria”, stabilisce che, per i contenziosi in corso in cui ha significative probabilità di soccombenza, l’ente è tenuto ad accantonare le risorse a copertura del rischio di soccombenza. Il fondo riguarda il nuovo contenzioso, formatosi nel 2020, nonché quello riferito agli anni precedenti.
Il Servizio contenzioso ha richiesto a ciascun legale incaricato della difesa del Comune, per ciascun giudizio instauratosi nel 2020, una valutazione in termini di scarsa o significativa probabilità di soccombenza. Inoltre ha chiesto loro di aggiornare lo stato del contenzioso e le previsioni di soccombenza in relazione ai giudizi instaurati negli anni precedenti.
Non tutti i professionisti interrogati hanno risposto, ma intanto si è imposta, per ragioni di tempo, la necessità di procedere ad una quantificazione delle risorse da accantonare nell’apposito Fondo rischi, riservandosi successivi aggiornamenti della situazione.
Nel prospetto non sono contemplati i contenziosi inerenti l’annullamento di sanzioni amministrative elevate dagli agenti di Polizia municipale per violazioni al Codice della strada, né quelli in materia tributaria, in quanto non gestiti dall’Avvocatura comunale.
Nel provvedimento approvato l'esecutivo ha anche previsto che, «nei limiti del corrispondente accantonamento delle somme richieste, le stesse potranno essere utilizzate a copertura dei debiti fuori bilancio discendenti dalla sentenze che definiscano i contenziosi, ovvero per la copertura finanziaria degli oneri discendenti da eventuali soluzioni transattive e di bonario componimento».
La quantificazione del fondo, come detto, è suscettibile di ogni opportuno aggiornamento in ragione dell’andamento del giudizio e del loro effettivo esito, compresa la possibilità di variare, in più o in memo, con esiti compensativi, le somme riferite ai singoli giudizi.
Va anche detto, a proposito di possibili aggiornamenti per il momento non previsti, che nel Fondo rischi contenzioso approvato dalla giunta comunale vi è un giudizio ancora pendente, contro la famiglia Manzi in merito all'esproprio del suo terreno per realizzarci la discarica comunale, in merito al quale il Comune di Trani è stato soccombente nel primo grado di giudizio con somma già liquidata.
Il giudizio viene qualificato «di valore elevatissimo, con pretese risarcitorie di circa 26 milioni di euro. In primo grado - si legge nel provvedimento - vi è stato un riconoscimento di 900.000 euro, di cui un terzo a carico dell'ente. Ogni ulteriore accantonamento - precisa il legale -, basato sulla pretesa, pure parametrato a percentuali basse di soccombenza, imporrebbe accantonamenti non inferiori a 1.500.000 euro.
Con riferimento al contenzioso del 2020 una delle somme più alte, pari a 80.000 euro, con percentuale di possibile soccombenza dell'80 per cento, riguarda il mancato pagamento di canoni di locazione. Un'altra somma di 85.000 euro, con percentuale del 75 per cento di soccombenza, fa riferimento al mancato pagamento di fatture con relativi interessi. Vi sono altri 81.000 euro accantonati (ma con percentuale di insuccesso nella causa per al 50 per cento), relativi al rivendicato riconoscimento di mansioni superiori da parte di dipendenti comunali.
Fra i procedimenti del 2019 spicca un accantonamento di 90.000 euro per risarcimento danni in seguito all'utilizzo di un suolo privato. Anche in questo caso, però, la percentuale di soccombenza è media, ed esattamente pari al 50 per cento.
Ci sono anche 37.000 da pagarsi quali obbligazione per violazione dell'articolo 191 del Testo unico sugli enti locali: su questi il Comune di Trani si è già messo il cuore in pace, dichiarando che la percentuale di soccombenza è del 100 per cento.
