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Ampliamento di palazzo Carcano, interviene Confesercenti: «Polemiche strumentali, Trani ha bisogno di progetti a lungo termine»

Confesercenti Provinciale BAT interviene sulla discussione in atto in merito allo studio di fattibilità sull’ampliamento di Palazzo Carcano.

Il direttore, Mario Landriscina, suo malgrado non si meraviglia su quanto viene riportato in questi giorni sugli organi di stampa, in quanto è abituato da anni a confrontarsi con una mentalità conservatrice che blocca le idee innovative e moderne di progettualità legate alla rigenerazione urbana della nostra città.

Rigenerazione che deve essere declinata non solo dal punto di vista architettonico, ma con obiettivi di coesione socialmente e di opportunità di sviluppo economico e di creazione di lavoro al sistema produttivo locale in particolare per le attività commerciali e turistiche.

“Forse non tutti sanno che come Confesercenti, evidenzia il direttore Landriscina, abbiamo proposto all’Amministrazione Comunale di dotarsi di una struttura di governance pubblico/privata, denominata “Distretto Urbano del Commercio”, attraverso la quale poter ragionare in termini innovativi sul progettualità e programmazione dello sviluppo commerciale e turistico. Infatti tramite il Duc si è consentito alla Città di Trani di ottenere finanziamenti regionali per un totale di oltre 250 mila euro da impegnarsi in un futuro prossimo.

La rigenerazione urbana incide sui settori produttivi di una città, in termini qualitativi più che quantitativi, continua il direttore di Confesercenti BAT, in quanto la città necessita di un cambiamento strutturale in termini di offerta di servizi e prodotti turistico culturali innovativi.

Le progettualità di rigenerazione devono essere in grado di attrarre investimenti nazionali e internazionali attraverso la creazione di una nuova immagine che coniughi le sue tradizioni architettoniche ed artistiche con strumenti digitali indispensabili per dare forma e contenuti tipici di una città smart.

Il problema da porsi, continua Mario Landriscina, è se continuare a vivere di storicità e di passato, anziché progettare politiche innovative utili a dare risposte in termini di servizi, accoglienza, sostenibilità e vivibilità validi indistintamente per cittadini e turisti.

Una simile strategia aiuterebbe ad evitare la fuga dei cervelli dei nostri giovani ai quali si offrirebbe l’opportunità di mettere in campo il loro sapere per nuove idee imprenditoriali finalizzate ad incrementare l’occupazione  in un ambiente urbano sostenibile e inclusivo.

Ciò significa che oltre a governare l’ordinarietà, Trani ha bisogno di sviluppare la capacità di progettare e programmare in termini di integrazione urbanistica, economica e sociale, a medio e lungo termini, non più procrastinabile nel tempo e di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità di mettere la prima pietra.

Tra l’altro siamo dotati di un Piano Urbanistico Generale, di recente approvazione, che ben si presta a definire  le linee guida di uno  sviluppo urbanistico ecosostenibile al quale devono far riferimento i progetti di rigenerazione urbana. Si deve, altresì, sottolineare  che è giunto il momenti di affermare con coraggio che la nostra città da molti decenni vive  un periodo di “buio culturale”, che frena e a volte impedisce qualunque tentativo di cambiare volto agli ambiti urbani.

Voglio continuare a credere, sottolinea il direttore, che chi tenta di mettere al centro  dell’attenzione dell’opinione pubblica e del sistema Italia la nostra città anche con scelte coraggiose, a volte anche impopolari, vada supportato  nelle sue espressioni più creatività capaci di un cambiamento tale da creare  una best practice del territorio capace di affermarsi nel complesso mondo del marketing globale.

Su Palazzo Carcano, premesso che è da apprezzarsi la scelta originaria fatta dall’Amministrazione Bottaro di spostare la cittadella giudiziaria dall’area della ex distilleria Angelini, ritengo che trasferire nel progetto di ampliamento dello stesso palazzo, sia una scelta intelligente. Infatti, con tale scelta di rigenerazione e recupero di uno spazio urbano degradato, si consente di svolgere ugualmente le funzioni giudiziarie individuate dapprima nella cittadella giudiziaria e nel contempo dievitare la mortificazione di uno sviluppo turistico potenzialmente elevatissimo che sarebbe stato precluso a nord della città.

Circa le perplessità riguardanti l’impatto architettonici previsto ampliamento sono convinto che le rassicurazioni del sindaco sui soggetti individuati a sovrintendere il concorso di progettazione, dovrebbero tranquillizzare tutti sulle competenze di chi dovrà giudicare gli elaborati grafici che perverranno anche se diversi dallo studio di fattibilità approvato in consiglio comunale. Effettivamente si ha l’impressione di fare tanto rumore per nulla trasformando anche iniziative positive in complesse posizioni critiche fini a se stesse inquadrabili con quella mentalità provinciale che ci caratterizza.

Anche l’individuazione di un Polo Museale nella progettazione di ampliamento di Palazzo Carcano è una ulteriore prova di buona amministrazione nel raggiungere un compromesso, non certamente al ribasso, tendente, oltre che a rigenerare e a riqualifichi quel luogo, a valorizzarne le finalità turistiche dell’intervento.

Non è possibile, a mio avviso, che qualunque tentativo di intervento volto a migliorare l’ambiente urbano, diventi oggetto di polemiche e contestazioni dal carattere strumentale, mancanti di proposte che possano in maniera altrettanto valida e innovativa sviluppare crescita economica e coesione sociale. Non mi sembra che in passato  si sia fatto altrettanto  tanto rumore per i rifacimenti di piazze importanti delle città, rifacimenti che si sono poi rivelati autentiche  brutture (piazza Quercia, piazza Longobardi, piazza Teatro) e per di più finanziati con l’accensione di mutui in corso e che gravano ancora sulla collettività.

A Confesercenti semmai  piacerebbe approfondire  i temi della rigenerazione urbana valutandoli nell’ambito delle finalità del Distretto  Urbano del Commercio, ossia legati a funzioni di sviluppo del turismo e del commercio di prossimità che soprattutto in periodo Covid sta dimostrando la sua capacità di effetti sulla coesione sociale.

Argomenti che Confesercenti BAT avrà occasione di approfondire con le istituzioni e gli ordini professionali del territorio ospitando ospitando professori ed architetti di università importanti come il Politecnico e la Bocconi di Milano.

Saranno affrontate le problematiche e le criticità del nostro sistema economico e turistico aggravate dal periodo pandemico, i cui effetti sono visibili nell’esodo delle nostre menti migliori verso paesi che offrono più opportunità e possibilità di lavoro e di sviluppo della loro sete di innovazione, modernità, in sintesi di globalizzazione. Del resto l’aumento sconsiderato dei locali sfitti presenti in città testimonia che bisogna iniziare a dare risposte concrete ed urgenti alle problematiche di una città che a di là del fugace sviluppo turistico estivo, non ha ancora maturato la capacità di destagionalizzare  e di investire nelle tecnologie digitali per offrire  servizi in termini di mobilità sostenibile, parcheggi e piano traffico.

Senza dimenticare la necessità di approvare interventi regolamentari sull’area portuale, sulle coste, sui mercati indispensabili per sviluppare un’accoglienza e una vivibilità degna di tal nome ai turisti e a noi cittadini. Solo così si riuscirà indirettamente a mantenere in vita il commercio di prossimità sempre più in concorrenza con la grande distribuzione e con i grandi player del commercio online. L’auspicio è che le nuove generazioni possano cambiare l’atteggiamento genetico culturale, rendendo la città di Trani molto più aperta alle innovazioni e alla modernità”.


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