ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Evasione fiscale, fatture di operazioni inesistenti emesse da tre società: Trani fra le sedi

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo – emesso dal competente G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica di Trani – avente per oggetto, in via
diretta, le disponibilità finanziarie di una società per azioni (con sede a Canosa di Puglia, operante nel settore della confezione di camicie e t-shirt) e, per equivalente, i beni del suo amministratore. Quest’ultimo è indagato per aver utilizzato nelle
dichiarazioni presentate al Fisco, ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto, per le annualità dal 2014 al 2019, fatture relative ad operazioni inesistenti emesse da tre società (con sedi, una a Trani e le altre due a Prato, operanti nel settore del commercio all’ingrosso di camicie, intimo, maglieria e articoli in pelle) gestite da soggetti di nazionalità cinese, anch’esse colpite dal provvedimento di sequestro.

La società canosina ha, inoltre, omesso il versamento dell’I.V.A. nel 2017 e nel 2018, così determinando, complessivamente, un’evasione di imposte per un importo di oltre 4,5 milioni di euro. All’esito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani - avviate a seguito di una verifica fiscale effettuata nei confronti della s.p.a. con sede a Canosa di Puglia – il Nucleo PEF di Bari ha accertato che le tre società con sede a Trani e Prato sono state utilizzate dagli indagati quali mere “cartiere”, ovvero quali soggetti interposti tra l’esportatore estero cinese e il “cliente finale”. Ciò al fine di imputare alle tre società con sede a Trani e Prato il debito d’imposta relativo all’I.V.A. che è rimasto sistematicamente inadempiuto, consentendo alla s.p.a. di Canosa di Puglia
di fruire di una indebita detrazione di imposta sul valore aggiunto. La capillare attività di indagine della Guardia di Finanza ha, dunque, consentito di porre in luce una tipica “frode carosello”, posta in essere dagli indagati avvalendosi di imprese di fatto non operative, interposte al fine di consentire al cliente finale di conseguire un indebito vantaggio fiscale.

Complessivamente, sono 4 gli imprenditori indagati dalla Procura della Repubblica di Trani per le fattispecie di reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omesso versamento dell’I.V.A..

Considerato l’elevato valore indiziario degli elementi raccolti nel corso dell’attività d’indagine, la competente A.G. - in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione anche della “confisca per equivalente” - ha avanzato una richiesta di
sequestro, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’evasione realizzata dagli indagati.
In più, per la prima volta in Puglia e tra le prime volte in Italia, è stata richiesta l’applicazione dello speciale regime di responsabilità amministrativa degli enti, disciplinato dal d.lgs. n. 231/2001, che contempla un peculiare modello di confisca, anche per equivalente, nei confronti delle persone giuridiche nel cui interesse o vantaggio i “reati presupposto”, tassativamente indicati dal Legislatore, vengono consumati. In particolare, tale istituto ha consentito di richiedere anche il sequestro dei beni della società canosina che ha tratto profitto dall’utilizzo delle fatture per operazioni inesistenti.

Il competente G.I.P., condividendo tali proposte, ha quindi emesso un decreto di sequestro preventivo delle liquidità finanziarie e dei beni nella disponibilità delle società coinvolte e dei loro amministratori fino alla concorrenza dell’importo di circa 4,5 milioni di euro, che è stato posto in esecuzione dalle Fiamme Gialle baresi. Gli esiti dell’attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dal Nucleo PEF di Bari, in stretta sinergia anche con la Procura della Repubblica di Trani, per la repressione del grave fenomeno dell’evasione fiscale, a tutela dei cittadini e degli imprenditori rispettosi delle regole, al fine di assicurare l’equità sociale quale condizione fondamentale del benessere della collettività.


Notizie del giorno

Ecoerre, forse è finita davvero: improcedibile l'appello al Consiglio di Stato Inchiesta «Tesori d'oriente», dissequestrato il Due M Provincia Bat, oltre 8,2 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti Trani a Foggia per difendere il primato, Moscelli: «Ci aspetta una partita maschia» È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «Sul filo del rasoio» «Tuttocalcio» 43, da questo fine settimana con il Giornale di Trani Nick The Nightfly in concerto: questa sera al Beltrani Giornata cultura ebraica, oggi aperture straordinarie del museo Sant'Anna «La poesia è un'oasi», oggi a Villa Guastamacchia la finale del concorso «Il diavolo e l'acquasanta», Carlo A. Martigli oggi allo Sporting Nuoto in mare aperto, stamani il Memorial Boccianti-Carone Festa della scuola Rotary, formazione in biblioteca e martedì l'evento al Moro Decennale morte Pannella, martedì prossimo visite nelle carceri e convegno in biblioteca Terza età, martedì e mercoledì Open day di Unitre al Beltrani Torna il Tranifilmfestival: prima tappa, Bari fino al 9 settembre Dialoghi di Trani, dall'11 settembre un quarto di secolo di nuove sfide. Il programma Calcio tranese di nuovo in lutto: addio a Luciano Tonin Carceri di Trani, Bruna Piarulli ne torna direttrice Negozi di vicinato in picchiata nella Bat, Confesercenti chiede firme per legge che li aiuti Ex pezzi di Lega al governo di Trani, Cdx accusa Galiano: «Subisce imposizioni altrui» Invalsi, De Amicis oltre media nazionale in italiano, matematica e inglese