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Violenza al porto, lo sfogo di Gallo: «Giornata di lavoro rovinata e grosso danno d'immagine per Trani»

«Una giornata di lavoro rovinata, la clientela spaventata, l'immagine nostra e della città compromessa». Si sfoga così Alessandro Gallo, titolare dell'omonimo ristorante sul porto, dalle vetrate del cui dehor una quarantina di clienti domenica scorsa, intorno alle 16, sono diventati involontari testimoni oculari di una violenta rissa fra ambulanti abusivi stranieri che si contendono i luoghi del porto in cui vendere la merce.

Soltanto due sere prima, dalla parte opposta della banchina, vi era stata un'altra aggressione ai danni di un ambulante extracomunitario per gli stessi motivi, ma in quel caso l'episodio era avvenuto a tarda sera e senza il coinvolgimento diretto di tante persone.

Domenica, invece, vedere un ragazzo finire disteso esanime su una panchina, a pochi metri dai tavoli su cui stavano tranquillamente pranzando, ha creato scompiglio e sconcerto fra i clienti di quel ristorante: alcuni si sono alzati dai tavoli uscendo in strada; altri sono rimasti lì spaesati, chiedendo se quello che avevano visto accada tutti i giorni.

Alessandro Gallo in qualche modo ha minimizzato, rispondendo loro che si era trattato di un episodio isolato, ma sa bene, come tanti altri, che è in atto una escalation di violenza che potrebbe riservare nuove e ben più spiacevoli sorprese. «E allora - dice - è arrivato il momento di intervenire con forza: questi venditori abusivi da qui devono andare via».

Le bancarelle sono prevalentemente di merce legata alla telefonia, fra cover per cellulari e altri oggetti più o meno riconducibili allo stesso settore. Non vi è traccia di registratori di cassa, pos, partite Iva, autorizzazioni Suap e pagametni Tosap: quei carretti sono lì da sempre e non sono certamente apparsi in questo periodo estivo, magari in occasione di feste religiose che neanche si possono tenere a causa delle restrizioni anti covid.

Finora le bancarelle erano rimaste al loro posto - abusivo - in un patto di reciproca non belligeranza, ma qualcosa deve avere fatto saltare gli equilibri e adesso gli ambulanti in disaccordo fra loro ricorrono alle maniere forti, anche troppo.

Domenica è stato necessario l'arrivo del 118 e poi dei Carabinieri, mentre un tranquillo pranzo con vista porto, reso ancora più piacevole dalla sottile brezza di un pomeriggio adeguatamente ventilato, si trasformava in un incubo.

«Stiamo dando lustro a questo luogo - riprende Gallo -, stiamo danto valore al centro storico ma le istituzioni ci devono seguire. Invece vedo troppo permissivismo».

Gallo non nasconde che si farà portavoce insieme con l'Associazione ristoratori tranesi, presso le istituzioni, di una richiesta per un deciso cambio di registro. Per il bene dell'immagine della città e di una categoria ingiustamente penalizzata da un'escalation di violenza che Trani decisamente non merita.


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