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Trani, la salmonella nelle vongole è scomparsa: revocata l'ordinanza che ne aveva sospeso la coltivazione

Pericolo scampato. La salmonella nelle vongole è scomparsa e nei gironi scorsi è arrivata la revoca dell'ordinanza: pertanto, la produzione dei molluschi bivalvi vivi fra foce dell'Ofanto e Ariscianne è ripresa regolarmente durante il mese in corso di luglio.

Gli operatori economici interessati possono così tirare un sospiro di sollievo, dopo che l'ordinanza revocata non aveva comunque determinato grossi danni economici nei loro confronti, poiché sostanzialmente coincidente con il fermo pesca. Il pericolo che si prolungasse, però, appariva concreto.

Della revoca si è appreso dalla direzione del Servizio veterinario area B della Asl Bt, con particolare riferimento all'igiene degli alimenti di origine animale. Il responsabile dell'ufficio, Feliciantonio Fattizzo, ha revocato l'ordinanza, da lui stesso emanata lo scorso 3 giugno, in cui aveva disposto la chiusura della zona di produzione e libera raccolta dei molluschi bivalvi vivi nel tratto di mare tra foce del fiume Ofanto e località Ariscianne, antistante i comuni di Barletta e Trani.

Motivo del provvedimento, la presenza di salmonella spp in 25 grammi di vongola (Venus gallina), a seguito del rapporto di prova dello scorso 3 giugno 2021 rilasciato dall'Istituto zootecnico sperimentale di Puglia e Basilicata di Foggia, per conto di Arpa Puglia, nell'ambito del piano di monitoraggio dei molluschi bivalvi vivi e conseguente e classificazione delle aree destinate alla molluschicoltura 2020/2021.

«La presenza di salmonella - si legge nel provvedimento successivamente revocato - determina un alto rischio per la salute umana, in conseguenza del quale l'autorità competente è tenuta a chiudere la zona di produzione interessata impedendo e vietando la raccolta di molluschi bivalvi vivi».  

La salmonella rilevata un mese fa, dunque, rappresentava «la mancanza di un requisito sanitario per i molluschi bivalvi vivi destinati al consumo umano ed un rischio per la salute del consumatore. Il provvedimento, dunque, serviva a tutelare la salute pubblica e garantire la sicurezza degli alimenti e la lealtà degli scambi commerciali, in ottemperanza alle disposizioni di legge».

Nel frattempo è stato effettuato un nuovo monitoraggio delle zone di produzione dei molluschi, al fine di verificare la loro qualità microbiologica: ebbene, la zona di produzione Foce Ofanto-Ariscianne è stata riaperta perché i molluschi risultano nuovamente conformi alle prescrizioni di legge.


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