“Il piano regolatore vigente ha trasformato una marea di aree agricole in agricole speciali o industriali, e così dal giorno dopo si è automaticamente autorizzato chiunque all’espianto di alberi per cementificare. Adesso sembriamo tutti cadere dalle nuvole per quanto accaduto in via Barletta, mentre la verità è che il sottoscritto è un sindaco sfigato che arriva dopo Pug del genere e non può fare nulla per impedire quanto accaduto, anche in forza di un’autorizzazione regionale a sua volta arrivata per gli stessi motivi».
Questo fu lo sfogo del Sindaco Bottaro dopo le proteste di cittadini e associazioni ambientaliste a seguito dell’espianto di ben 240 ulivi su un terreno industriale appartenente alla ditta De Camelis e sito in agro di Trani. Un terreno, per la verità, che era industriale già dai tempi del vecchio PRG.
Il movimento cinque stelle espresse rammarico ed indignazione per l’accaduto.
Gli ulivi in Puglia decisamente non hanno pace.
L’espianto fu davvero inevitabile? La SCIA depositata l’anno prima per la realizzazione di un piazzale ad uso deposito passò con il silenzio assenso dell’UTC. L’autorizzazione regionale ne prese atto.
Oggi però scopriamo che dopo circa 2 mesi dall’espianto quel fondo fu alienato ad altra ditta.
Allora ci chiediamo se il sacrificio dei 240 ulivi aveva un senso e se alla ditta venditrice non vada imposto il reimpianto di pari numero di alberi in altro fondo in agro di Trani, da stabilire in accordo con l’assessorato all’ambiente di Trani.
Giriamo la domanda al Sindaco di Trani, al Dirigente all’Urbanistica e all’Assessore all’ambiente e attendiamo risposta.
E che sia una risposta convincente
Per il movimento cinque stelle di Trani - Vito Branà
