L’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa ha reso noti i risultati di uno studio osservazionale sugli sbocchi occupazionali degli studenti che hanno frequentato gli Istituti Tecnici Superiori (ITS).
Dal monitoraggio di INDIRE, punto di riferimento per la ricerca educativa nel nostro Paese, è emerso che nel 2019 l’80% circa dei diplomati presso un ITS ha trovato lavoro entro un anno dal termine del percorso di studi. Nel 92% dei casi i giovani
neodiplomati svolgono un impiego coerente con l’educazione scolastica ricevuta in aula o a distanza. Questo dato è particolarmente significativo, perché dimostra il ruolo cruciale degli istituti tecnici nell’occupazione giovanile anche in piena pandemia.
Circa il 42% degli occupati è stato assunto con un contratto a tempo determinato o ha iniziato a lavorare in libera professione nel regime con tassazione agevolata. Chi invece ha trovato impiego nel settore della comunicazione e delle tecnologie dell’informazione
ha generalmente iniziato con un contratto di apprendistato.
A questo proposito, l’apprendistato – così come gli stage aziendali – consente ai giovani di fare ingresso nel mondo del lavoro e di iniziare a familiarizzare con una nuova professione. I neodiplomati e le imprese che fossero interessate a questo genere di
opportunità possono rivolgersi a Jobtech, agenzia accreditata per l’attivazione del tirocinio. Se i giovani hanno l’occasione di apprendere competenze che potranno tornare utili nella loro futura carriera, le aziende hanno la possibilità di assumere stagisti
motivati, desiderosi di crescere professionalmente e di portare valore aggiunto all’attività.
Oltre il 90% delle imprese che cercano tirocinanti provenienti dagli Istituti Tecnici Superiori sono realtà che consentono di sperimentare le novità tecnologiche e i servizi di digitalizzazione che sempre di più e sempre più spesso regolano i processi aziendali. Questo è possibile anche perché l’offerta didattica degli ITS si sta progressivamente aggiornando al fine di creare quelli che vengono comunemente definiti knowledge worker (tecnici della conoscenza).
In questo senso gli Istituti Tecnici si confermano quindi come una fucina di talenti a sostegno dell’occupazione giovanile. Il dato è ancora più positivo se si pensa che le possibilità di trovare lavoro a un anno dal diploma non sono state influenzate dagli effetti negativi della pandemia, che tanto ha invece gravato su altri settori.
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