«Quanto incideranno le dinamiche dei social sul benessere mentale della società e sulle dinamiche di crescita e sviluppo dei nativi digitali in particolare lo sapremo solo tra qualche tempo. Nel mentre è opportuno tenere a mente che i minori vanno tutelati. Sempre».
È quanto dichiara Vincenzo Gesualdo, presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia, in merito alla decisione del Tribunale di Trani, di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi, di far rimuovere dalla mamma le foto della figlia minorenne pubblicate sul social network “Tik Tok”.
I social network vengono utilizzati per tutto e da tutti, ed è un dato di fatto. Se ne discute ovunque e in qualunque sede. Quanto incidano sulla socialità, sulla politica, sull'economia, sulla criminalità lo sappiamo già. Anche i giudici del Tribunale di Trani si sono posti gli stessi quesiti, avendo dovuto esaminare un caso che riguarda uno dei social più utilizzati dai giovanissimi e si sono ritrovati a dover dare ragione ad un papà che ha portato in aula la sua ex moglie per aver pubblicato foto della bambina di 9 anni su Tik Tok contro la sua volontà, asserendo che con i minori di 14 anni è necessario il consenso di entrambi i genitori.
«I social network rappresentano la grande rivoluzione storica e sociale degli ultimi vent'anni e degli sviluppi sulla società o dei nuovi scenari se ne potrà parlare solo tra qualche decennio” continua Gesualdo. “Sappiamo però quanto questo tipo di linguaggio venga spesso utilizzato in maniera poco appropriata e che, pur usandolo nel modo più innocente, si dimentica troppo spesso quanto sia alto il rischio di essere facilmente manipolato da estranei e cadere nelle mani sbagliate».
Il presidente degli psicologi pugliesi affronta il discorso approfondendo l'ambito di sua competenza, ovvero l'impatto psicologico che questo discorso ha non solo sui genitori, ma soprattutto sui minori. «Un altro punto di vista su questa vicenda su cui vorrei porre l'attenzione è quanto sia importante un'educazione lineare, o perlomeno concordata, tra i due genitori per una sana ed equilibrata crescita del bambino. Avere, e mantenere, una linea comune è molto importante per la formazione e per la percezione di sé. La fiducia in se stessi si costruisce avendo fiducia nei propri mentori, in questo caso i genitori che, in quanto separati, devono già gestire le difficoltà che la mancanza di una convivenza comporta. In più il disaccordo sulla linea educativa dei genitori crea confusione nel bambino e reazioni che possono alternarsi: o aggressive o di totale rifiuto, portando a piccoli o grandi atti di ribellione o, al contrario, una totale chiusura verso l'esterno. Questo caso è molto delicato non solo perché coinvolge un minore con una coppia di genitori separati, ma anche perché la discussione sui social network resta molto attiva e piuttosto ingarbugliata - conclude Gesualdo.-. Un punto fermo però c'è: la tutela del minore sempre e comunque. Tutela non significa protezione totale o mettere il minore sotto una campana di vetro, ma nemmeno il distaccamento dalla realtà. Il problema reale è che spesso sono gli stessi adulti ad avere un rapporto squilibrato con i mezzi che la tecnologia offre, lo definirei quasi 'bulimico' con la percezione di sé e sull'estremizzazione della condivisione ed esposizione che i social permettono e pretendono».
