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PUBBLIREDAZIONALE. Trani, staffetta generazionale in casa d'Elia: dopo 43 anni Nino lascia il banco al figlio Domenico

  • Gaetano d'Elia, Nino per tutti. Età 64 anni, 43 dei quali trascorsi dietro un banco vendita che ne hanno fatto, parole sue, «l'autodidatta della qualità».

    Quasi mezzo secolo alla guida di una salumeria diventata storica nella città e che si appresta a proseguire la sua esperienza attraverso la staffetta con il figlio Domenico, 35 anni, inizialmente formatosi sotto la guida del papà prima di trasferirsi quattro anni a Parma facendo lo stesso lavoro: adesso è pronto ad ereditare tutto e farne tesoro, sempre per il bene supremo del soddisfacimento della clientela.

    In quel locale di corso Manzoni 2/4, prossimo alla ristrutturazione, la storica attività resterà chiusa un mese prima di riaprire con una veste tutta nuova. Ma Nino non uscirà improvvisamente di scena: «Lo farò in punta di piedi - confessa -, perché rimanere improvvisamente senza il lavoro che ho sempre amato mi sarebbe impossibile».

    Una carriera iniziata da ragazzino al bar Commercio di corso Vittorio Emanuele, dal 1964 al 1978, anno della leva. Terminato il servizio militare Nino, 21 anni, rileva il negozio di generi alimentari di corso Manzoni quando ancora lo sviluppo urbanistico di Trani verso sud era solo sulla carta e, da quelle parti, stabili e locali si contavano sulle dita di una mano.

    «Quando entrai in questo locale - racconta - il banco era a sud ed il negozio era pieno di detersivi. Inizialmente la mia preoccupazione fu di portare avanti l'attività, ma nel frattempo venivano da me i rappresentanti e mi esortavano a vendere prodotti di qualità: "Tu sei un bravo ragazzo e puoi fare grandi cose", mi dicevano. Capii da quel momento che al centro di tutto ci sarebbe dovuta essere la qualità, ed allora cominciai a selezionare ogni cosa tenendo nel negozio solo quello che davvero mi avrebbe fatto fare il salto di qualità».

    Per arrivare a ciò sarebbe stato decisivo anche il matrimonio con Rita, nel 1981: durante il viaggio di nozze Nino e sua moglie passano da Milano e visitano un bellissimo negozio, il Pec, nei pressi del Duomo: «Ecco - si disse -, devo fare esattamente come loro».

    A Trani, però, c'era da confrontarsi con una clientela abituata ad altro e forse mentalmente ancora non pronta al cambiamento: all'inizio non fu facile, ma la svolta arrivò nel 1988 con l'eliminazione definitiva dei detersivi e, soprattutto, altre trasferte specificatamente finalizzate a rafforzare la qualità.

    In particolare, la visita alla Ferrarini di Reggio Emilia, per scoprire tutti i segreti del prosciutto cotto senza polifosfati, che a quell'epoca a Trani non conosceva quasi per nulla. E poi Parma, per il crudo, per apprendere ogni segreto utile a servire al cliente un prosciutto senza difetti.

    Non contento, Nino scoprì anche i segreti del salmone affumicato e del suo taglio: fu il primo a venderlo a Trani e, da quel giorno, ad ogni Natale, lui si creava un angolo in negozio e tagliava personalmente a mano ogni fetta, per consegnare sulla tavola della clientela il prodotto migliore possibile.

    Così è arrivato l'atteso salto di qualità e la salumeria d'Elia ha acquistato clienti sia in città, sia fuori da Andria, Bisceglie, Barletta e Bari.

    A suggello della fama raggiunta, anche una serie di riconoscimenti ottenuti nel corso di manifestazioni nazionali e, proprio quest'anno, la citazione ne «Il golosario» una vera e propria Guida Michelin delle «cose buone d'Italia» in cui l'autore, Paolo Massobrio, si occupa di «mille e più fra ghiottonerie e vini».

    All'interno del volume, la salumeria enogastronomia d'Elia viene definita «una boutique del gusto che propone tante tipicità regionali, nazionali ed estere come il salmone scozzese selvaggio, il pesce spada, i sottoli, le alici marinate, il filetto di salmone e la bottarga di muggine. Inoltre salumi, formaggi e prosciutti crudi selezionati direttamente all'origine da Nino d'Elia, oltre una buona selezione di vini, champagne grappe e liquori».

    E poi, se vogliamo dirla tutta, per tutto questo tempo non c'è stata soltanto la qualità ma anche un clima tale da sentirsi a casa. È bastato chiacchierare una mezz'oretta con Nino per ascoltare tanti aneddoti ed assistere ad altrettante, scherzose battute con la clientela: ci si sfotte e si sorride come in una famiglia e si avverte quell'atmosfera da negozio di vicinato di una volta che, purtroppo, tende pian piano a scomparire.

    Fra i clienti che fanno capolino nel locale durante la nostra intervista c'è anche la signora Rosa, una delle fedelissime: «Padre e figlio sono dei grandi rompiscatole - dice scherzosamente -, ma non saprei come fare senza di loro».

    E poi il complimento forse più bello da un rappresentante mai visto prima. Mette piede nel negozio e Nino gli chiede: «Mi scusi, ma io non l'ho mai vista prima». La risposta quasi lo commuove: «Non ero mai venuto da lei, finora, perché non avevo il prodotto giusto per lei».

    All'esterno del locale una lavagnetta anticipa la chiusura del negozio, che riaprirà il 29 ottobre in una veste completamente diversa ma con il cuore e l'anima di sempre: Domenico d'Elia, il figlio d'arte, rileva da papà Nino il testimone di una bella storia di commercio e tradizioni. Tutta orgogliosamente tranese.


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