C'era anche l'ex pretore circondariale di Trani, Leonardo Rinella, fra gli ospiti della seconda e conclusiva puntata del Graffio, su Telenorba, costruita in occasione dell'intervista rilasciata dall'ex boss Salvatore Annacondia ad Antonio Procacci.
In questa occasione era ospite in studio anche il governatore della Puglia Michele Emiliano, all'epoca Pubblico ministero del processo Dolmen, nato grazie alle rivelazioni di Annacondia in qualità di collaboratore di giustizia.
S'è parlato del rapporto fra Manomozza ed il resto della criminalità organizzata, ed Annacondia ha rivelato che vi era stato un disegno di uccidere Totò Riina proprio per sua mano: il piano però non si completo e Annacondia si è mostrato dispiaciuto per questo «poiché, se l'avessi fatto - ha detto -, oggi Falcone e Borsellino sarebbero ancora vivi».
Rinella ha invece parlato del progetto di ucciderlo da parte di non meglio precisati mandanti ma anche in quel caso, per circostanze fortuite, Annacondia, che avrebbe dovuto azionare l'arma, rinunciò al proposito: il giudice l'ha presa con fatalismo.
Annacondia ha anche aggiunto di non essersi sostanzialmente pentito di quello che ha fatto, affermando anzi che «in quegli anni uccidere era come andare a fare una mangiata», se non di un omicidio commesso, davvero contro la sua volontà, nella nostra città.
