Toga di platino per i ben oltre 60 anni di attività forense a Trani, nonché esponente di spicco della politica locale negli anni '60 e '70, l'avvocato Giovanni Friggione è venuto a mancare ieri all'età di 91 anni. Oggi, sabato 16 ottobre, alle 11 nel santuario della Madonna di Fatima, avranno luogo le sue esequie.
Lo ricordiamo attraverso la biografia a lui dedicata da Vittorio Lentini, nel volume «Sindaci, assessori, consiglieri comunali - Trani, 1946-2008», pubblicato nel 2009 per i tipi di Sveva editrice.
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Giovanni Friggione nacque a Trani il 22 gennaio 1930 e nella sua città frequentò le scuole fino al Liceo classico. In seguito si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, dove si laureò nel 1959.
Abbracciata la libera professione, superò in maniera brillante gli esami di procuratore legale ed iniziò l’attività forense verso la fine degli anni Cinquanta.
Come tutti i giovani della sua generazione, che aspiravano ad una vita migliore in un contesto sociale rinnovato e sviluppato, dando sfogo al suo anelito liberale e libertario si avvicinò prima all'Organizazione dei lavoratori di Trani (Cgil), poi al Partito comunista italiano.
Alla fine del 1963, insieme ad altri giovani intellettuali tranesi, tra cui Domenico di Palo, Franco Botta e Vincenzo Orlando, fondò e diresse il periodico di politica e costume "Il cannocchiale": si pubblicò a Trani nel 1964 e nel 1965 e dette l'avvio ad un interessante movimento di rinnovamento della politica cittadina, in particolare all'interno del Pci e della sinistra.
Terminata l'esperienza del giornale, mentre gli altri giovani si dispersero nella sinistra più protestataria, Giovanni Friggione, sia pure con una certa cautela, scelse di militare nella sinistra "tradizionale", presentandosi candidato nella lista del Partito comunista, come indipendente, alle votazioni per le comunali del 22 novembre 1964, risultando eletto al consiglio comunale con un lusinghiero numero di preferenze tanto da figurare tra i primi eletti.
Nel 1968, superate tutte le incertezze e riserve di carattere politico, si iscrisse al Partito comunista assumendo subito l'incarico di capogruppo consiliare.
Giovanni Friggione, in politica, oltre a farsi benvolere da tutti i militanti del partito, seppe creare un affiatamento umano e politico particolare con Salvatore Gagliardi, durato diversi anni, in quanto dotati entrambi di forti personalità che si completavano a vicenda sia sul piano organizzativo, sia su quello intellettuale.
Nella sua lunga esperienza di capogruppo consiliare partecipò attivamente alle scelte amministrative cittadine, guadagnandosi il rispetto di tutti gli esponenti delle altre forze politiche per il suo modo schietto e concreto di intendere l'azione politica, rivolta in particolare verso la soluzione dei problemi dei ceti più deboli.
In veste di esponente di spicco del Pci locale, e per la sua competenza acquisita in materia urbanistica, fu chiamato, dall'allora assessore ai lavori pubblici Vincenzo Caruso, a fare parte dello staff di esperti per la redazione del Piano regolatore generale di Trani.
Dopo la lunga parentesi di amministratore ed uomo politico in silenzio, quasi in punta di piedi, com'è sempre stato nel suo carattere schivo, si dedicò completamente alla sua professione di avvocato, ma non tralasciando di seguire con attenzione i nuovi processi culturali e politici nascenti in seno alla comunità tranese, restando sempre disponibile ad elargire ai nuovi dirigenti consigli e suggerimenti, con la sua naturale lucidità e franchezza.


