Con il suo sopralluogo dello scorso 6 settembre nella sede di Amiu, durante l'effettuazione delle prove orali di uno dei concorsi recentemente effettuati dall'azienda per l'assuzione di nuovo personale, aveva messo in moto il procedimento con il quale il suo collega consigliere comunale, Antonio Loconte, aveva chiesto e ottenuto la convocazione di un consiglio comunale monotematico sulle aziende partecipate del Comune di Trani, prevedendo nella discussione anche uno specifico passaggio sulle modalità di effettuazione dei concorsi in Amiu.
Vito Branà, del Movimento cinque stelle, durante quel consiglio comunale aveva esposto i fatti che già aveva riferito agli organi di informazione, ricevendo nella stessa sede le opportune risposte da parte dell'Amministratore unico della società, Gaetano Nacci.
All'esito di quelle, e dopo una pausa dei lavori, Branà aveva ritirato l'argomento sembrando apparentemente soddisfatto delle spiegazioni ottenute.
In realtà, durante la discussione, in molti gli avevano contestato il fatto di avere utilizzato la sede del consiglio comunale inopportunamente poiché, se avesse avuto la certezza di avere colto irregolarità nello svolgimento della prova, si sarebbe dovuto rivolgere ad altra sede, e segnatamente la Procura della Repubblica. Così, dunque, Branà ha fatto. Con un esposto depositato a Palazzo Torres il consigliere comunale ha riavvolto il nastro di tutta la sua esperienza di quel pomeriggio e sollevato, in particolare, perplessità riguardanti la presunta mancanza di trasparenza e l'imparzialità con cui la prova si sarebbe svolta.
Sul versante della trasparenza, Branà allega la denuncia alcune graduatorie con codici e dati apparentemente insufficienti per avere una chiara conoscenza da parte dei candidati dell'esito della prova sostenuta.
Sul fronte dell'imparzialità, Branà appare e ancora più dettagliato nella sua posizione: «Come può essere imparziale una modalità che si svolge proponendo le stesse domande al primo candidato e all’ottavo candidato? E qui mi viene in mente la scena di alcuni candidati che, appena scendevano, dopo aver fatto la prova, andavano subito via, senza a volte neanche salutare gli altri. Eppure potevano tranquillamente fermarsi e dire agli altri concorrenti le domande che erano state poste, o magari lo hanno fatto con altri strumenti digitali. Ma queste sono solo ipotesi. Questo tema è stato affrontato nel consiglio comunale del 10 ottobre ed è stato oggetto di un mio intervento in cui sono stato molto scettico e critico, creando non poche polemiche da parte di chi mi ha invitato a recarmi presso la Procura della Repubblica. Vista l’esortazione ricevuta, che non ho esitato a raccogliere, voglio esporre all'Autorità giudiziaria l’invito a fugare tutti i dubbi, sorti a me e a tanti cittadini tranesi, circa la bontà e le modalità del concorso, facendo tutte le verifiche del caso, soprattutto in merito al rispetto della trasparenza e dell’imparzialità».
