Le dimissioni di moltissimi medici del 118, sia precari che titolari, al fine di transitare in servizi con tutele contrattuali idonee, sta mettendo in ginocchio il sistema 118 pugliese.
Da mesi, noi del Saues abbiamo più volte evidenziato il problema alle istituzioni regionali e nazionali, con manifestazioni a Roma.
Lo scorso 14 luglio abbiamo anche depositato in Parlamento una nostra proposta di riforma del sistema 118, che vede come necessità il transito alle dipendenze dei medici del 118.
Il Governo non si è ancora espresso, eppure la proposta che farebbe rientrare molti nel servizio e non lo farebbe abbandonare a chi, stufo delle continue inefficienze contrattuali della convenzione, ormai vetuste, decide di andare via.
Il risultato porta ad una demedicalizzazione del servizio 118 regionale e nazionale. Ed in Puglia i turni scoperti da medico, in tutte le Province, saranno centinaia.
Dal 1mo novembre anche nella Bat le auto mediche vengono sostituite con le ambulanze di tipo Mike (medico, infermiere, autista-soccorritore e soccorritore) solo perché esse, con l'assenza del medico, possono per legge rimanere in assetto India con infermiere soccorritore e autista soccorritore.
Quindi, la possibilità reale dell'assenza contemporanea di più medici determinerà la copertura di vaste aree senza mezzo medicalizzato, che sarà costretto ad arrivare anche da altre province, con inevitabili ritardi non dovuti sicuramente a responsabilità dei pochi medici in servizio.
Ciò porterà anche ad un iper afflusso di pazienti, che potevano essere trattati al proprio domicilio e nei pronti soccorso presenti sul territorio.
Si propongono sanatorie ad incompatibilità che per anni, con la convenzione, hanno bloccato decine di medici nella loro formazione e percorso lavorativo.
Solito metodo spicciolo per non affrontare il vero problema che, come ben sappiamo, è legato alla natura contrattuale che non rappresenta oggi il vero ruolo del medico dell'emergenza territoriale 118.
Se le istituzioni hanno deciso di fare a meno della competenza dei medici del 118, allora dovrebbero avere il coraggio di dichiararlo pubblicamente e non nascondersi dietro ai soliti giochetti di potere.
Siamo stati gli unici che sul territorio non abbiamo lasciato alcuno indietro: lo continuiamo a fare anche oggi. Siamo passati da essere eroi ad avere inutili competenze delle quali possiamo fare volentieri a meno, senza che i cittadini ne siano informati.
Se nel breve periodo non ci saranno decisioni congrue del governo nazionale e delle istituzioni regionali, provinciali e comunali, proclameremo lo stato di agitazione dei medici del servizio di emergenza 118. Siamo stufi di continuare a coprire le mancanze di tutti e non vogliamo più fare da parafulmine al posto di chi è rimasto da sempre, comodamente dietro un telefono.
Dottor Carlo Anaclerio - Referente regionale Saues Puglia Medici 118
