È scomparso lo scorso 29 ottobre, all'età di 97 anni, il tranese Luigi Blasucci, tra i più insigni studiosi di letteratura italiana ed autore di saggi fondamentali su Leopardi, Dante, Ariosto, Montale.
Fu allievo, poi docente e dal 1999 professore emerito della Normale di Pisa, che ha dato la notizia della sua scomparsa destando profondo cordoglio soprattutto fra i suoi allievi, che ne ricordano le alte qualità professionali e umane.
Di seguito, la biografia del professor Blasucci riportata da Domenico di Palo nel suo volume «La cultura del '900 a Trani», uscito per i tipi di Schena nel 1996.
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Nato ad Altamura nel 1924. Docente universitario e critico letterario, ha trascorso la sua giovinezza a Trani, dove ha compiuto gli studi elementari e medi, conseguendo la maturità classica nel Regio Liceo "Davanzati" (oggi Liceo Ginnasio "Francesco De Sanctis").
Allievo dal 1942 della Scuola Normale Superiore di Pisa e iscritto alla Facoltà di Lettere di quella Università, ha avuto tra i suoi maestri Luigi Russo, Giorgio Pasquali, Delio Cantimori, Walter Maturi.
Nel 1948 si è laureato in Letteratura italiana con Luigi Russo, discutendo una tesi sulla coscienza stilistica di Dante. Nel 1948-49 è stato perfezionando nella stessa Scuola Normale.
Dal 1949 al 1968 ha insegnato italiano, latino e storia nelle scuole medie superiori (licei e magistrali) di Trani, Volterra, Livorno e Pisa.
Di quella lunga esperienza scolastica, vissuta con attiva partecipazione, Blasucci ha ritenuto, per suo stesso riconoscimento, il gusto della semplificazione dei concetti, anche dei più tecnici e specialistici, nonché l'attitudine alla comunicazione con gli allievi come soggetti non solo didattici.
Ottenuta la libera docenza in Letteratura italiana nel 1964, Blasucci ha insegnato quella materia come incaricato nella Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Pisa (1965-75) e nella Facoltà di Lettere della stessa Università (1968-75).
Vincitore di una cattedra universitaria nella medesima materia (1975), ha continuato a insegnarla fino al 1983 nella Facoltà di Lettere a Pisa, quindi nella Scuola Normale Superiore.
Gli interessi critici di Blasucci si sono rivolti prevalentemente verso quattro autori: Dante, Ariosto, Leopardi, Montale.
In tutti i lavori del Blasucci è ravvisabile una costante metodologica: quella di considerare il testo, con la sua organizzazione linguistica e le sue strutture semantico-formali, come il centro privilegiato dell'analisi critica. In questo senso Blasucci ha fatto fruttare, in una direzione del tutto personale, l'insegnamento di due grandi studiosi del linguaggio e dello stile quali Mario Fubini e Gianfranco Contini, che egli considera i suoi maestri d'elezione.
