A distanza di una settimana dai fatti di lunedì scorso, per la prima volta qualcuno dell'amministrazione comunale spiega cosa è accaduto alle tavole degli Statuti marittimi. E lo fa proprio il sindaco, Amedeo Bottaro, che durante la trasmissione Appuntamento con Trani non si è sottratto alle domande del cronista.
Sindaco, cosa è accaduto lunedì scorso?
«C'è stata un'accelerazione rispetto ad una collocazione sbagliata. Si voleva collocarle da qualche parte ed il concessionario dell'aiuola aveva fatto una richiesta. Tuttavia, dall'idea di provare Innanzi tutto a capire se si potessero ancora utilizzare, credo ci si sia spinti un po' troppo volendole già posizionare. Esistono invece delle procedure ben chiare e, peraltro, bisognava verificare se le tavole si potessero ancora recuperare perché nel frattempo, essendo in resina, si erano "imbarcate" e non sapevamo neanche se si potessero realmente riutilizzarle. Da qui a ricollocarle così ce ne passa, e queste accelerazioni non sono consentite soprattutto in un'amministrazione come la nostra, sempre più attenta ad acquisire tutte le autorizzazioni prima di fare le cose. Banalmente, per fare una cosa bella, ne abbiamo fatta una sbagliata».
E al Monastero adesso?
Nell'immediatezza abbiamo scelto quel luogo per decidere più avanti il loro uso con tutti gli opportuni approfondimenti, a cominciare dal fatto se queste opere sia più corretto tenerle all'aperto o al chiuso. Infatti l'impressione, anche sentendo l'artista è che probabilmente quelle tavole non non sarebbero potute mai stare all'aperto».
Ma la decisione un po' avventata di lunedì scorso ha un padre? Oppure si assume lei la responsabilità?
La responsabilità, nel bene e nel male, è sempre mia. Mi assumo la responsabilità di quello che avviene in città e chiedo scusa per quanto accaduto sia all'artista, sia a tutti coloro che giustamente, come il sottoscritto, hanno a cuore quelle tavole che raffigurano un pezzo prezioso della nostra storia. Sono inconvenienti che possono capitare, soprattutto quando hai voglia di fare per una bella cosa, ma se poi capitano è doveroso chiedere scusa. Il padre di questa scelta sono sempre io e, visto che è troppo comodo metterci la faccia quando le cose funzionano, ma molto più scomodo quando non funzionano, io ce la metto anche questa volta e chiedo scusa per l'accaduto.
