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Ugo Foà è cittadino onorario di Trani: «Il futuro si costruisce non dimenticando, grazie per aiutarmi a farlo con me»

  • «Al sindaco di Trani rinnovo il mio grazie per farmi sentire uno di voi e permettermi di raccontare ancora, perché è raccontando gli orrori del passato che si costruisce un futuro migliore». Così Ugo Foà, 93 anni, uno degli ultimi superstiti dei campi di sterminio cui oggi la città di Trani ha formalmente tributato la cittadinanza onoraria.

    Ricevuto istituzionalmente a Palazzo Palmieri, Foà si è rivolto ai presenti così: «Per 40 anni non abbiamo parlato ed ogni volta è uno sforzo tremendo raccontare. I cittadini italiani di origine ebraica furono ritenuti indegni di indossare la divisa dell’Italia, e sentirsi chiamare indegni di essere italiani è stata una offesa tremenda. Devo dire la verità: ho odiato il mio Paese in quegli anni. Ma quando, dopo la liberazione, siamo entrati a pieno titolo in Italia, in quel momento ho provato orgoglio e l’odio, seppur con fatica, è stato completamente dimenticato. Essere cacciato da scuola è stata una ferita profonda nell’indifferenza dei compagni di scuola: sono stato dimenticato, nessuno dei compagni è venuto a cercarmi anche negli anni successivi. Quando si vive sotto una dittatura si ha paura di parlare e pensare. Le leggi fasciste italiane erano la preparazione della deportazione degli ebrei».

    Per il sindaco, Amedeo Bottaro, «la cittadinanza onoraria a Ugo Foà è il riconoscimento a chi, come lui, a chi ha vissuto sulla sua pelle l'assurdità delle leggi razziali peraltro. Un atto dovuto da parte nostra per rimarcare due cose: Trani è dalla dalla parte dell'uguaglianza e della giustizia; Trani non dimentica. Il 17 novembre del 1938 veniva promulgato il regio decreto che adottava la dichiarazione sulla difesa della razza. Questo provvedimento escludeva gli ebrei italiani dal servizio militare e dalle cariche pubbliche e limitava la libera proprietà immobiliare, la gestione delle aziende private e l'esercizio delle professioni.Il decreto faceva parte delle cosiddette leggi razziali che hanno legittimato il razzismo nel ventennio fascista. A distanza di 83 anni la Città di Trani conferisce la cittadinanza onoraria ad Ugo Foà, vittima, come tanti, di quelle leggi.Ha vissuto la cancellazione dei suoi diritti, l’espulsione dalla scuola ed è scampato allo sterminio sfuggendo alla deportazione.Foà è impegnato ancora oggi, all'età di 93 anni, nel testimoniare ai più giovani il dolore di una storia che appartiene a tutti noi».

    Già presente a Trani negli anni scorsi, per parlare delle sua storia in alcune scuole, Foà ha anche risposto ad una precisa domanda del Giornale di Trani sulla recrudescenza del negazionismo: «Il negazionista molto spesso è ignorante - ha risposto Foà al nostro microfono -. Più volte mi sono trovato in incontri con studenti e, quando mi hanno fatto domande insidiose e chiaramente provenienti da negazionisti, io ho tirato fuori sempre documenti e quindi li ho affrontati a viso aperto. Il negazionista mi infastidisce e mi offende, ma non mi preoccupa più di tanto perché credo faccia paete di una frangia minoritaria cui basta non dare troppo spazio».


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