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Indagine su agenti del carcere di Trani, Pilagatti (Sappe): «L'amministrazione penitenziaria non poteva non sapere»

Chissà che piega avrebbe preso l’indagine della magistratura sul carcere di Trani senza il coraggio, l’abnegazione, la professionalità di alcuni poliziotti penitenziari che rischiando molto in termini lavorativi, umani e psicologici, hanno denunciato tutta una serie di situazioni molto gravi che, vedono ancora il penitenziario tranese ( che è stato per anni il fiore all’occhiello dell’amministrazione penitenziaria), alla ribalta delle cronache giudiziarie, dopo la rocambolesca ed annunciata evasione di due detenuti.

In questi anni il SAPPE , sindacato autonomo polizia penitenziaria, (a differenza degli altri sindacati poco attenti o conniventi) è stato l’unico baluardo che ha supportato in tutte le sedi quei coraggiosi poliziotti che, hanno raccontato tutto quello che di strano accadeva a Trani, a partire dai responsabili regionali dell’amministrazione penitenziaria, per finire ai piani alti del DAP.

Molti sono stati in questi anni gli incontri al DAP di chi scrive accompagnato dal segretario generale del SAPPE dottor Donato CAPECE, per chiedere provvedimenti concreti che stroncassero tutti quei comportamenti di cui ora si occupa la magistratura, inutilmente.

Che si fosse creata al DAP una rete di protezione nei confronti di chi ora è indagato è un fatto appurato, considerato che nemmeno le precise richieste del precedente provveditore regionale che chiedeva l’allontanamento di alcuni importanti personaggi che gestivano il carcere di Trani, (dopo aver accertato le denunce dei poliziotti) hanno mai portato a nulla.

Il SAPPE perciò ringrazia gli attuali Magistrati di Trani sia per le parole di chiarezza e verità sulla lealtà , correttezza ed onestà della quasi totalità dei poliziotti di Trani, sia per aver finalmente squarciato il velo di illegalità su situazioni che nel tempo si sono incancrenite, anche perché le denunce del SAPPE si arenavano sistematicamente contro un muro di gomma innalzato al DAP per difendere qualcuno ora indagato.

Purtroppo tali ritardi hanno rovinato la vita a moltissimi poliziotti presi di mira poiché avevano raccontato al sindacato determinate situazioni, e perché non volevano sottostare alle pressioni di questo cerchio magico che spadroneggiava all’interno del carcere di Trani.

Tutto ciò li ha costretti ad andare via, portando con se i segni provocati da anni di mobbing e minacce.

Basta ricordare che dal 2015 ad oggi su un organico di circa 200 poliziotti in forza a Trani, sono scappati circa 120 lavoratori, la minima parte per raggiunti limiti di età(60 anni), la stragrande maggioranza è andata in pensione appena la legge lo ha consentito(perdendo così molti soldi) oppure riformata dalla commissione medico ospedaliera di Bari per gravi problemi di salute, soprattutto psichici.

Chi ripagherà ora questi poliziotti che sono stati costretti a lasciare, solo perché volevano lavorare onestamente ?

Tutte queste cose sono state riferite dal sottoscritto con decine di lettere all’amministrazione penitenziaria, finanche alla commissione antimafia del senato che nei mesi scorsi ha voluto ascoltare il sottoscritto, a seguito dell’incendio dell’auto dell’allora vice comandante(ora responsabile del reparto) una persona seria, perbene , rispettosa della norme e che forse per questo, non era ben visto da un certo sistema che purtroppo spadroneggiava a Trani. Il SAPPE ringrazia il dottor PARISI Dirigente Generale del DAP che dopo anni di insabbiamenti, anche a seguito delle pressioni del nostro sindacato a fare chiarezza , avrebbe adottato un provvedimento di revoca del comando a Trani ,al fine di spezzare questa catena di illegalità e disprezzo delle norme che, tanti danni hanno creato a moltissimi poliziotti onesti di Trani ed all’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Il SAPPE nelle sue denunce, per esempio, criticava anche aspramente il fatto che alcuni poliziotti che volevano fare il proprio dovere e rispettare le leggi venivano poi spostati di reparto a seguito delle lamentele dei detenuti; e che dire di rapporti disciplinari redatti nei confronti di detenuti per comportamenti scorretti, che si ritorcevano contro gli agenti stessi; come pure il lavoro straordinario che era(tanto) utilizzato per favorire la catena del cerchio magico e per ripagare quei poliziotti che mostravano devozione, e la rimanenza(poco) per garantire la sicurezza del carcere.

Adesso aspettiamo fiduciosi che questa tempesta giudiziaria che sta attraversando il carcere di Trani faccia pulizia a tutti i livelli; inoltre chiediamo che si scavi anche su eventuali protezioni politiche e presso il DAP di cui hanno goduto gli indagati, poiché l’insabbiamento di alcune relazioni, molte del SAPPE, che hanno permesso che tutto ciò andasse avanti per anni, è sotto gli occhi di tutti.

Questo lo dobbiamo a tutti i poliziotti onesti e perbene che rischiando molto in tutti i sensi, hanno contribuito con le loro denunce a far pulizia nel carcere di Trani.

Il SAPPE si aspetta infine che il DAP per ripagare questi lavoratori che hanno tanto sofferto per colpe ben precise dei loro vertici, invii con la massima urgenza almeno 30 unità, sia per ripristinare la legalità ed il rispetto delle regole nei reparti detentivi, sia per far rimpiazzare il personale che non potrà più lavorare a seguito delle conseguenze dell’inchiesta giudiziaria .

Federico Pilagatti (segretario generale Sappe)

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