«Nella serata dell'Immacolata, al terzo piano del Reparto Europa, con una branda hanno alcuni detenuti hanno scardinato un blindo della cella. L’atto violento, dapprima iniziato da un detenuto in forma presumibilmente pretestuosa, ha rischiato di coinvolgere tutto il reparto e solo l’intervento degli uomini e donne della Polizia penitenziaria ha evitato maggiori e ben più gravi conseguenze».
A riferirlo Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell'Osapp, che aggiunge che «le aggressioni fisiche e verbali si fanno sempre più frequenti e negli ultimi mesi, a Trani, sono esponenzialmente aumentate».
Quali le ragioni? «In primo luogo - risponde il sindacalista -, la particolare tipologia della popolazione detenuta, composta da soggetti appartenenti alle varie famiglie riconducibili ad una criminalità organizzata particolarmente attiva e cruenta in Puglia, spesso discordi tra loro, per una convivenza spesso impossibile all’interno della stessa struttura penitenziaria».
Montesano rivela che «tale virulenza nei comportamenti ha portato alcuni detenuti ad assumere addirittura il controllo delle sezioni detentive, fino ad arrivare ad assaltare i cortili dei passeggi, divisi per sezioni, minacciare di morte gli addetti della Polizia penitenziaria e mettere in atto tentativi di clamorose evasioni».
In questo scenario, l'Osapp denuncia «la gravissima carenza di personale di Polizia penitenziaria, con un organico da tempo sottostimato per una regione, quale la Puglia, che presenta il duplice handicap del massimo sovraffollamento detentivo sul territorio nazionale e della diffusa presenza detentiva delle fazioni a maggiore rischio criminale».
Nel frattempo l'inchiesta di Trani, che ha acceso i riflettori sul mondo penitenziario portando all’arresto di due poliziotti penitenziari e all'iscrizione di altri quattro nel registro degli indagati, «offendono e ledono la dignità e decoro di tutto il Corpo - scrive Montesano -. Noi ribadiamo con forza la necessità di un cambiamento di rotta e un rinnovamento in tutti i settori, che metta la Puglia penitenziaria sui giusti binari , e restituisca quei livelli di legittimità e pari opportunità per tutti gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria».
