Rapine e delitti consumati, entrambi in forte ascesa: così il circondario del Tribunale di Trani, e più segnatamente la Provincia di Barletta-Andria-Trani, hanno fatto accendere la spia dell'allarme nella relazione del Procuratore generale presso la Corte d'appello, Anna Maria Tosto, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2022 avvenuta sabato scorso. Il capo dell'Ufficio di procura generale di Bari ha citato alcuni passaggi di una relazione a sua volta rilasciata dal procuratore di Trani, Renato Nitti, richiamati con forte preoccupazione dalla collega di Corte d'appello
«Il 2021 ha visto emergere con prepotenza la gravità della situazione nei territori ricadenti nel circondario tranese - ha esordito Tosto -, in larga misura fino ad oggi sottodimensionato quanto alle risorse destinate al contrasto alla criminalità. Già nella relazione dello scorso anno si era fatto cenno alle indicazioni allarmanti venute dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani all’indomani del suo insediamento: nell’anno in corso tali indicazioni hanno trovato conferma».
Più nel dettaglio, vi è stata un’impennata, pari al +210 per cento rispetto all’anno precedente, delle rapine, comprese quelle in abitazione: «È il reato predatorio che più di ogni altro alimenta nel cittadino la percezione di insicurezza e vulnerabilità», scrive Nitti e rilancia Tosto.
I dati di Trani parlano di iscrizioni passate da 446 nell'anno 2018/2019 a 363 nel periodo 2019/2020, a 1.124 nell'anno 2020/2021.
E poi i fatti di sangue: a fronte dell’andamento decrescente nel distretto della Corte d'appello del delitto di omicidio volontario consumato - 32 complessive -, 22 si sono registrate nel circondario di Trani. Ciò significa che qui c'è un incremento medio nel triennio pari al 23 per cento e, nell’ultimo anno, del 144 per cento.


