FS-CO.S.P. coordinamento sindacale penitenziario – comparto sicurezza e difesa segnala ancora una volta quello che accade nel penitenziario di Trani dove la presenza detenuti verrebbe segnalata intorno alle 350 unità, mentre quella regolamentare dovrebbe affermarsi intorno ai 260 posti letto.
Nella tarda mattinata di ieri, 24 gennaio 2022, sarebbero stati sequestrati dei cellulari (non si conosce la quantità numerica) canalizzati dall'esterno verso l'interno da parte del detenuto lavorante portapacchi materiale stupefacenti (non si conosce tipologia e quantitativo sequestrato) rinvenuti tra il muro di cinta esterno e l’intercinta che affaccia sulla strada in prossimità delle Garitte 3 e 4 Cinta Muraria lato campagna.
“Stupisce ancora una volta - dice Mastrulli - non certamente il rinvenimento di oggetti e materiale non consentito, ma la preventiva e documentale scelta operata per l'inserimento dei detenuti lavoranti, specialmente nei luoghi ad alto indice di sicurezza quale colloqui, portapacchi ed esterno, che dovrebbero essere costantemente monitorati, vigilati, tassativamente accompagnati e perquisiti. Invece, rileviamo, forse anche grazie a fonti confidenziali, altro non si può pensare, che certi soggetti criminali vengono pagati dall'amministrazione come lavoranti non per guadagnarsi onestamente il proprio lavoro, ma per diventare “corrieri della criminalità” per l'introduzione di oggetti e materiali vietati dalla legge e dai regolamenti. Una maggiore attenzione preventiva andrebbe esercitata in un carcere dove non manca quasi quotidianamente di mostrarsi in negativo sotto diversi aspetti di (in)sicurezza carceraria.
Anche questa volta ci è andata bene, le evasioni dal Carcere dell’agosto scorso, le sommosse, le aggressioni sembra che non hanno ancora insegnato nulla, per quanto altro tempo dovremmo andare avanti a soffiate? Si ribadisce il totale urgente avvicendamento della direzione e comando temporaneo di reparto, un urgente affiancamento da parte dei vertici regionali Prap Bari e centrali del Dap Roma utilizzando dirigenti e funzionari di datata esperienza e conoscenza del mondo penitenziario” conclude Mastrulli.
