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Nel silenzio generale scompaiono edifici storici e alberi, Branà: «Perché nessuno si ribella?»

Il suono delle foglie che vibrano al vento e del canto delle cinciallegre lascia il posto al rumore di ruspe, autobetoniere, seghe circolari.

È una città che vede scomparire giardini, ville, edifici che rappresentano pezzi di storia e che restano solo un ricordo sulle cartoline nostalgia. Nel silenzio generale di chi non vede e non sa e di chi non vuol vedere pur sapendo.

Questa è una città sempre più cementificata, dove molte previsioni del Pug sono saltate, tra ricorsi al Tar, nomine di commissari ad acta e approvazioni di varianti, senza che qualcuno si sia preoccupato di aggiornare le tavole del piano all’attualità, di revisionare il piano, di aggiornare le norme tecniche di attuazione per apportare le necessarie rettifiche laddove si siano constatate criticità.

Nella zona antica e nel borgo ottocentesco boom di bonus facciate senza nessun controllo sui colori e materiali impiegati, con il rischio di perdere per sempre quelli della tradizione che dovrebbero essere regolamentati dal piano del colore, ad oggi assente. Il color rosa salmone sarà di moda ma non fa parte della tradizione dei colori tranesi.

Perché non viene nominata la commissione edilizia comunale pur prevista dal nuovo regolamento edilizio tipo? Perché da tempo non viene convocata la commissione urbanistica attualmente in carica?

La commissione edilizia si potrebbe esprimere su permessi a costruire, progetti di opere pubbliche e potrebbe perfino rilasciare pareri sulle stesse norme del regolamento, senza dover ricorrere a richieste di pareri informali senza conferimento incarico e rilasciati senza timbro professionale.

Un controllo sulle pratiche già istruite dall’UTC sarebbe importantissimo.

Altrettanto importante il rinnovo della commissione urbanistica, con la sostituzione di chi non c’è più e la convocazione con le modalità previste dal regolamento edilizio tipo in vigore, mediamente due sedute al mese invece del nulla attuale, per la discussione di tutte le questioni urbanistiche delle città, per l’esame dei Pue, delle varianti del Pug, dei piani di recupero e riqualificazione urbana, per l’interpretazione delle norme delle NTA.

I progetti di riqualificazione della costa o le varianti per la realizzazione di edifici e impianti pubblici non sono stati esaminati dalla commissione urbanistica.

Perché non siamo mai stati convocati su queste questioni importanti? Veniamo nominati e poi ignorati?

Dov’è l’identità di una città se a spazi verdi e ville risalenti al secolo scorso sostituiamo palazzi anonimi, uguali in tutte le città?

Perché continuiamo a verticalizzare gli edifici consentendo ai privati di costruire eliminando i pochi spazi verdi presenti in città e in cambio restituiamo alla città pochi parchi pubblici mal progettati e mal realizzati?

Ma soprattutto perché nessuno si ribella, nessuno protesta, a cominciare da chi si è candidato al consiglio comunale promettendo che avrebbe “fatto rumore”? Dove sono le associazioni ambientaliste? Dove i comitati di quartiere? Dove la società civile impegnata di sinistra?

In questa battaglia vinciamo solo se siamo uniti

Vito Branà, consigliere comunale

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