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4 marzo 2020, il primo paziente Covid a Trani e l'inizio dei contagi

Oggi, dopo due lunghi anni di pandemia, vi vogliamo raccontare la storia di persone comuni che hanno dedicato la maggior parte del loro tempo al servizio della nostra città e dei cittadini proprio come altre persone in tutto il resto del mondo.

Sono persone comuni, che forse hanno rischiato la loro vita perché ignari di ciò a cui stavano andando incontro: gli operatori ecologici.

Il 4 Marzo 2020, con una telefonata, ci viene comunicato che a Trani era stato accertato un caso COVID 19, il paziente zero della nostra città.

A questo punto il personale formato si attrezza con tute, maschere e tutto il materiale necessario per tutelare l’operatore dal contagio. Da quel giorno in poi iniziano senza sosta i contagi.

Oltre agli interventi si sanificazione, vengono tutelati tutti i dati dei contagiati, per far sì che non si diffondano notizie per la città.

Di qui inizia “la vera guerra” come è stata definita dalle Tv e dai social. Gli operatori ecologici non hanno più orari, continuano a lavorare senza mai fermarsi. I casi aumentano di giorno in giorno non sapendo a cosa si stesse andando incontro.

Quando gli operatori ecologici riuscivano a rientrare a casa, il più delle volte si svestivano anche fuori dall’uscio di casa o nei garage e solo dopo aver fatto la doccia e indossato abiti puliti riabbracciavano i propri familiari.

Il Comune e la Asl della nostra città hanno identificato un referente Covid che può avere contatti con i positivi della città per dare informazioni sul corretto conferimento e ritiro dei loro rifiuti.

In queste telefonate, effettuate e ricevute a qualsiasi ora del giorno, tra i cittadini positivi e l’operatore si instaurava spesso un rapporto anche confidenziale con l’anziano che ci invitava per un caffè a fine guarigione; la mamma che tristemente chiede gentilmente un passaggio in più perché in casa avevano un neonato che indossava il pannolino e c’era paura che qualcuno si sarebbe potuto infettare; i papà, che chiusi in stanze da soli, raccontavano che purtroppo si erano contagiati e chiedevano di ritirare rifiuti per non infettare il resto della famiglie.

A volte la telefonata era solo per condividere la gioia che si era tornati negativi, mentre qualche volta per comunicare notizie più tristi.

Tutto ciò è stato svolto da una sola persona che aveva il compito di contattare i cittadini e stilare un elenco con inizio e fine delle quarantene, tutto nel rispetto della privacy.

Con questo vorrei ringraziare tutti gli operatori ecologici che si sono prodigati per il bene dei nostri cittadini.

Lettera firmata